Usa-Gb, Portes (King's College): "Per Burnham incontrare Trump sarà un puro esercizio di limitazione danni"
(Adnkronos) - “Incontrare Trump è un puro esercizio di limitazione dei danni per Burnham, esattamente come lo è stato, e lo sarà, per gli altri leader europei”. È con questa premessa che Jonathan Portes, docente di Economia e Politica internaziona
(Adnkronos) - “Incontrare Trump è un puro esercizio di limitazione dei danni per Burnham, esattamente come lo è stato, e lo sarà, per gli altri leader europei”. È con questa premessa che Jonathan Portes, docente di Economia e Politica internazionale al King's College di Londra, in un'intervista all'Adnkronos inquadra il primo vertice bilaterale tra il neo Primo Ministro britannico Andy Burnham e Donald Trump, previsto oggi a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. L'appuntamento rappresenta uno dei passaggi più delicati per la diplomazia di Londra. Solo poche ore fa, Burnham ha cercato di distendere il clima in vista dell'appuntamento, dicendosi convinto di poter trovare un "terreno comune" nel suo primo vero faccia a faccia con l'inquilino della Casa Bianca. Dichiarazioni che cercano anche di stemperare altre affermazioni fatte in passato, quando vestiva i panni di sindaco di Manchester e ammetteva che “Trump non era benvenuto in città”, facendo anche riferimento ai disordini a Capitol Hill del 6 gennaio 2021: “Qualsiasi politico britannico che abbia dato retta a Trump dovrebbe vergognarsi in questo momento". Da quando Burnham è entrato a Downing Street, i due hanno avuto solo due colloqui telefonici.
I temi sul tavolo non mancano: a New York il primo ministro intende sollecitare Washington per un rafforzamento del sostegno all'Ucraina, a partire dalle forniture di difesa aerea Patriot in vista dell'inverno. Pesano tuttavia i grandi nodi economici, aggravati dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto in Iran condotto dagli Usa, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio complicando i piani di bilancio britannici. A ciò si aggiungono le pressioni americane sulle trivellazioni nel Mare del Nord e le recenti frizioni sulle posizioni di Trump riguardo al futuro dell'Irlanda del Nord, Scozia e Galles, e al Medio Oriente. Anche l’Intelligenza artificiale sarà uno dei temi caldi che verranno trattati durante il bilaterale. Secondo Portes, tuttavia, analizzare il vertice come un consueto confronto tra alleati è fuorviante. “Potremmo considerare l’appuntamento come un incontro tra professionisti della politica, i quali si apprestano ad affrontare i diversi interessi o le preferenze politiche di Regno Unito e Stati Uniti. Ma non è così, come ha scoperto nel corso degli ultimi mesi anche la vostra prima ministra, Giorgia Meloni, la quale si è ritrovata coinvolta, suo malgrado, in commenti poco edificanti da parte di Trump a seguito di una foto che li ritrae insieme al recente G7 francese”.
Secondo l'accademico londinese, "non ha più alcun senso logico discutere delle singole posizioni politiche dell'attuale presidente americano, ma bisogna prendere atto dello stato di profonda crisi in cui versa Washington. Trump è sempre più vaneggiante e disconnesso dalla realtà, come dimostrano i suoi ultimi messaggi. Sfortunatamente, poiché il sistema politico e la Costituzione degli Stati Uniti sono fortemente in crisi, noi in Europa dobbiamo gestire la situazione come meglio possiamo”. Quello che Burnham cerca di presentare all'opinione pubblica come un "terreno comune" è nei fatti un equilibrismo obbligato: tutelare i grandi interessi strategici del Regno Unito cercando a tutti i costi di non farsi travolgere dall'instabilità oltreoceano. “Si tratta di un compito politico ingrato, che obbliga i leader a una estenuante messinscena pur di evitare danni maggiori ai rispettivi Paesi e alle relative economie - conclude Portes - Le uscite distensive del premier britannico prima del faccia a faccia sono il frutto di una mera necessità di governo, non certo di una reale convinzione personale. Quello che andrà in scena oggi a New York non sarà un incontro strategico per progettare il futuro dell'Occidente, ma una pura e logorante operazione di contenimento dei danni”. (di Alessandro Allocca)
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Verificato il: 22 settembre 2026