A L'Aquila parte la formazione in cybersicurezza per i giovani dell'istituto penale minorile
Prima lezione al 'San Francesco': 200 ore, laboratorio donato e certificazioni digitali per favorire il reinserimento sociale e lavorativo.
Questa mattina all'Istituto penale per minorenni «San Francesco d'Assisi» de L'Aquila è partita la prima lezione di un progetto di formazione in cybersicurezza promosso dalla Cyber Security Foundation insieme al Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità (Dgmc). Il corso, pensato per i giovani detenuti, mira a fornire competenze tecniche e professionali utili durante la detenzione e in vista del reinserimento lavorativo per chi è prossimo alla fine della pena.
Dettagli del corso
Le attività si svolgono in un'aula didattica interamente donata dalla Cyber Security Foundation dotata di dodici postazioni con notebook, tre condizionatori e materiale didattico. Il percorso prevede 200 ore di formazione supportate da una piattaforma informatica dedicata, accessibile con credenziali personali. Il programma è strutturato in livelli crescenti con esami a fine modulo; il superamento dei test consente di ottenere certificazioni Nse1–Nse2–Nse3, conformi al quadro europeo DigComp delle competenze digitali.
Antonio Sangermano, capo del Dgmc, ha sottolineato l'importanza degli strumenti informatici e dei percorsi formativi come opportunità educativa e di reinserimento sociale. Ha rivolto un ringraziamento alla Cyber Security Foundation e alla Camera penale di Roma per il contributo concreto in termini di risorse e competenze, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni e soggetti del territorio.
Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, ha evidenziato il valore pratico del progetto: per un giovane detenuto «poter dimostrare una competenza significa avere un elemento concreto su cui costruire un colloquio di lavoro e una prospettiva di autonomia». Proietti ha inoltre ringraziato i partner tecnologici Fortinet, DXC Technology e TIM per il supporto che ha reso possibile l'iniziativa.
Alla lezione inaugurale hanno partecipato la direttrice dell'Istituto, Maria Taraschi, e Pasquale De Rinaldis, responsabile del progetto carceri e componente del Cts della Fondazione. L'esperienza dell'Aquila è inserita in un programma di estensione che contempla altri istituti minorili — tra cui Nisida, Rovigo, Palermo e Milano — con l'obiettivo di sviluppare un modello replicabile sul territorio nazionale.
Il progetto combina dotazione tecnologica, formazione strutturata e certificazioni riconosciute per favorire il passaggio dalle competenze acquisite in carcere a opportunità concrete all'esterno. L'iniziativa si presenta come uno degli esempi recenti di intervento mirato a migliorare la inclusione, la responsabilità e le prospettive occupazionali dei giovani coinvolti nei percorsi della giustizia minorile.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 30 ottobre 2026