Bloomberg e società di trading pagano per leggere Trump su Truth: vantaggio di 50 ms a fino a 100.000$ al mese

Accordi riservati tra Trump Media e operatori di Wall Street garantiscono un accesso anticipato ai post presidenziali, ora al centro di contestazioni legali ed etiche.

A cura di Redazione Redazione
29 ottobre 2026 12:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Bloomberg e società di trading pagano per leggere Trump su Truth: vantaggio di 50 ms a fino a 100.000$ al mese -
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Donald Trump e la sua piattaforma Truth sono al centro di un accordo che ha attirato l'attenzione di Wall Street e dei gruppi per la libertà di stampa: Bloomberg e almeno due società di trading ad alta frequenza avrebbero ottenuto accesso anticipato ai post del presidente attraverso la Truth API, pagando fino a 100.000 dollari al mese per un vantaggio temporale stimato in 50 millisecondi (fonte: Reuters/Agenzia Dire).

Il cuore della notizia è semplice e potenzialmente esplosivo: il servizio offre a clienti selezionati la possibilità di leggere i messaggi di Trump prima che siano visibili agli utenti comuni sull'app. Per le società di trading algoritmico, anche uno scarto di pochi millisecondi può tradursi in operazioni economiche potenzialmente redditizie, perché i post presidenziali sono notoriamente in grado di influenzare i prezzi degli asset.

Le aziende citate dalle fonti sono Susquehanna International Group e Jump Trading, oltre a Bloomberg tra gli abbonati. Trump Media and Technology Group aveva presentato il prodotto Truth API a luglio, proponendolo a istituzioni finanziarie e società di trading; secondo la società, gli accordi firmati sono «più di 10» e le tariffe variano tra 60.000 e 100.000 dollari al mese (documenti e dichiarazioni societarie depositati e diffuse ad agosto).

La rivelazione non è priva di conseguenze legali e costituzionali: due organizzazioni, Intercept Media e Freedom of the Press Foundation, hanno avviato un'azione legale in agosto per ottenere che la Casa Bianca non diffonda comunicati ufficiali esclusivamente su Truth fintanto che esista un feed a pagamento. La causa sostiene che porre un ostacolo economico all'accesso alle comunicazioni governative potrebbe essere incostituzionale e favorire grandi operatori sulle informazioni pubbliche.

Trump Media ha risposto respingendo le accuse e definendo le notizie come basate su «informazioni fuorvianti» diffuse da fonti anonime. In una nota la società ha affermato che Truth offre un prodotto API «standard del settore» e che la riservatezza dei clienti è trattata con estrema cura. Tuttavia, la vicenda solleva questioni etiche sulla vendita di un vantaggio informativo legato a un presidente in carica, soprattutto quando il trust familiare detiene il 41% della società e Donald Trump è unico beneficiario.

I numeri finanziari della società creano ulteriore contesto: i titoli di Trump Media hanno perso oltre il 50% del loro valore dall'inizio dell'anno. La capitalizzazione, che al debutto in Borsa a marzo 2024 era intorno agli 8 miliardi di dollari, è scesa a circa 1,8 miliardi, mentre le perdite accumulate nel 2024 ammontano a circa 1,76 miliardi secondo i documenti SEC. Nei documenti è anche indicato che Donald Trump Jr è il fiduciario del trust, con potere esclusivo di voto e di investimento.

Gli operatori di mercato osservano che il vantaggio temporale di 50 millisecondi, pur apparendo minimo, è significativo per chi usa software di trading ad alta frequenza: questi sistemi leggono notizie, analizzano testi e inviano ordini in frazioni di secondo. Un esempio citato nelle ricostruzioni è quello di aprile, quando i future sul petrolio sono crollati dopo un post di Trump su Truth che auspicava un cessate il fuoco nella guerra con l'Iran, dimostrando come una dichiarazione presidenziale possa muovere i mercati.

La vicenda pone dilemmi pratici e normativi: da un lato c'è la domanda legittima di istituzioni finanziarie per feed rapidi e affidabili; dall'altro c'è il rischio che l'accesso privilegiato alle comunicazioni di un presidente introduca un vantaggio competitivo non trasparente e condizioni discriminatorie per l'accesso all'informazione pubblica. Esperti legali e di regolamentazione intervengono sul tema della separazione tra informazione governativa e servizi commerciali a pagamento.

Per ora la disputa è duplice: una dimensione giudiziaria, con la causa in corso che chiede garanzie sull'accesso pubblico ai comunicati governativi, e una dimensione di mercato, con investitori e osservatori che valutano l'impatto reputazionale e finanziario per Trump Media. Le implicazioni pratiche — per regolatori, operatori di mercato e per la sfera pubblica — restano però in gran parte da definire, mentre le parti coinvolte forniscono versioni spesso contrapposte sulle condizioni e sulla trasparenza degli accordi.

La vicenda rimane sotto osservazione: le autorità di regolamentazione e i tribunali potrebbero essere chiamati a pronunciarsi sul confine tra servizi commerciali e comunicazioni ufficiali, mentre gli investitori continueranno a soppesare i rischi legati alla governance e alla posizione di mercato di Trump Media in un contesto di forti perdite e grande attenzione pubblica.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 ottobre 2026

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