La Russa ricostruisce il 'Giovedì nero' del 12 aprile 1973 e minaccia querela a Michela Ponzani

Il presidente del Senato pubblica un video con la sua versione degli eventi del 1973 e chiede scuse alla storica, altrimenti procederà per vie legali.

A cura di Redazione Redazione
27 ottobre 2026 18:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
La Russa ricostruisce il 'Giovedì nero' del 12 aprile 1973 e minaccia querela a Michela Ponzani -
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Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha pubblicato un video sui social in cui fornisce la sua versione dei fatti relativi al 12 aprile 1973 e annuncia la possibilità di una querela nei confronti della storica Michela Ponzani se non dovesse ricevere delle scuse. La pubblicazione arriva dopo le affermazioni di Ponzani in una puntata di 'Otto e mezzo' che, secondo La Russa, avrebbero messo in dubbio la sua idoneità alla carica alla luce del recente decreto sicurezza.

Ricostruzione dei fatti e rilievi giudiziari

Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso La Russa, il corteo organizzato dal Movimento Sociale Italiano non fu un episodio di sommovimento generale, ma la manifestazione venne compromessa da un divieto annunciato all'ultimo momento, motivato dall'apertura della Fiera Campionaria di Milano. La delegazione del partito, composta da circa dieci persone e guidata dall'onorevole Servello con la presenza anche di La Russa come dirigente giovanile, si recò in prefettura per chiedere la revoca del divieto; la delegazione fu seguita dalla polizia in borghese, e a testimonianza di ciò La Russa cita l'esistenza di una fotografia.

Nel video il presidente del Senato ha ricordato che mentre la delegazione era in colloquio arrivò la notizia del lancio di una bomba a mano che provocò la morte dell'agente Antonio Marino, caduto tra lo scudo e il petto. La Russa afferma che, per reagire a quel gesto, il Movimento Sociale Italiano arrivò ad offrire una sorta di taglia per individuare chi aveva lanciato l'ordigno. Ha inoltre sostenuto che quel giorno non vi furono altri feriti né scontri diffusi con le forze dell'ordine.

La Russa ha spiegato che la vicenda fu oggetto di una complessa attività giudiziaria: alcuni dirigenti del partito furono imputati per manifestazione non autorizzata ma poi assolti, mentre lui afferma di essere stato sempre estraneo a qualsiasi accusa e citato negli atti come persona che si adoperò per evitare incidenti.

In risposta alle dichiarazioni pubbliche della storica Michela Ponzani, La Russa ha dichiarato di essere pronto a intraprendere azioni legali se non arriveranno scuse formali. Ha anche ribadito che la condanna della violenza deve essere senza attenuanti, pur riservandosi di valutare caso per caso le scuse che riterrà meritevoli.

Le affermazioni riportate sono esclusivamente quelle del presidente del Senato e costituiscono la versione fornita da La Russa a seguito della polemica. Non risultano nella nota ulteriori repliche ufficiali della storica Ponzani nel testo di fonte, e la questione resta aperta: per una verifica completa rimane necessario consultare gli archivi e gli atti giudiziari dell'epoca, oltre alle dichiarazioni pubbliche delle parti coinvolte.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 27 ottobre 2026

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