Cittadinanza, Salvini annuncia stretta: esclusione per giovani che spacciano 'dai 12 anni in su'
Il leader leghista presenta in conferenza una proposta per negare o ritirare cittadinanza e permessi ai giovani responsabili di reati come lo spaccio.
Milano — Matteo Salvini ha annunciato che "la settimana prossima" porterà in votazione una stretta sulle concessioni e i ritiri della cittadinanza e dei permessi di soggiorno. L'annuncio è stato fatto durante una conferenza stampa sui luoghi di culto a Palazzo Pirelli, a Milano, mettendo al centro la linea dura sui reati commessi da giovani.
Secondo il leader della Lega, la novità prevede la non concessione della cittadinanza ai giovani che commettono un certo tipo di reati, con esplicito riferimento allo spaccio di droga: la misura — ha detto Salvini — dovrebbe riguardare la fascia "dai 12 anni in su". Il riferimento all'età ha suscitato immediate perplessità per la portata della misura e per la sua applicazione pratica.
Il ministro ha ringraziato il gruppo leghista alla Camera per il lavoro sul provvedimento e ha collegato l'annuncio alla più ampia operazione politica sulla sicurezza. Durante la conferenza Salvini ha commentato anche la risonanza mediatica: alcuni quotidiani hanno sintetizzato la proposta come "legge anti maranza"; la sua replica è stata, nelle parole riportate, «Va bene il titolo, è una parte del tutto».
Il testo completo della misura non è stato illustrato in dettaglio al momento dell'annuncio: non sono stati forniti né gli articoli proposti né le modalità operative per la revoca o il diniego della cittadinanza e dei permessi. Questo vuoto informativo apre margini di dubbi su come verrebbero accertati i reati, chi sarebbe giudice della revoca e quali garanzie sarebbero previste per gli interessati.
La proposta solleva questioni giuridiche ed etiche rilevanti: l'estensione di misure amministrative o penali a soggetti a partire dai 12 anni interpella il sistema di tutela dei minori, il diritto di cittadinanza e la possibile compatibilità con l'ordinamento nazionale e le convenzioni internazionali sui diritti dell'infanzia. Esperti di diritto e associazioni per i diritti umani potranno valutare se la disciplina prospettata richiederà modifiche costituzionali o entrerà in contrasto con principi già vigenti.
La notizia, data oggi a Milano, avvia ora la fase parlamentare: la proposta sarà messa in votazione la prossima settimana e probabilmente sarà oggetto di un ampio dibattito politico e mediatico. Rimane da vedere il contenuto del testo e la posizione delle altre forze parlamentari prima che la norma, se approvata, entri in vigore.
Fact Check
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Verificato il: 16 ottobre 2026