Cybersicurezza, valanga di attacchi in Lombardia: +445% di incidenti con impatto confermato
Nei primi sei mesi del 2026 registrati 612 eventi e 703 vittime nelle province di Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia; forte crescita legata alla NIS2.
Una valanga di attacchi informatici ha colpito le imprese delle province di Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia nei primi sei mesi del 2026, con 612 eventi e 703 vittime censite dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). I dati, presentati oggi in un convegno organizzato da Assolombarda con il patrocinio di ACN, Politecnico di Milano e Cyber 4.0, mettono in luce un aumento complessivo degli eventi del 117% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Dettagli e numeri
Il dato più preoccupante riguarda gli incidenti con impatto confermato, passati da 55 a 300 casi, un incremento del 445,5%. Complessivamente, nel primo semestre 2025 erano stati registrati 282 eventi e 432 vittime: quest'anno gli eventi sono saliti a 612 e le vittime a 703, segnando una crescita significativa sia nel numero che nella gravità degli attacchi.
Secondo l'ACN, l'incremento nella rilevazione degli incidenti è in parte dovuto a una maggiore visibilità derivante dal recepimento della direttiva NIS2, che ha ampliato la platea dei soggetti regolamentati e rafforzato gli obblighi di notifica. Tra gli impatti più frequenti risultano la compromissione di account e i problemi legati alla disponibilità dei dati (rilevati in 207 eventi). Gli attacchi di tipo ransomware sono stati oltre 40 nei sei mesi presi in esame.
Le parole dei protagonisti non lasciano dubbi sulla prospettiva: «I numeri dei nostri territori ci confermano che la sicurezza informatica non è un tema tecnico, ma una condizione essenziale per fare impresa e tutelare l'asset più prezioso nell'era della rivoluzione AI: i dati», ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda. Biffi ha sottolineato come normative quali NIS2 e il Cyber Resilience Act indichino alle aziende la strada per un salto di qualità strutturale e ha ricordato che Assolombarda ha già affiancato oltre 450 imprese del territorio.
Per ACN, la gestione del rischio cyber è una responsabilità d'impresa che «non può essere delegata». Andrea Quacivi, Direttore Generale di ACN, ha evidenziato che NIS2 e il Cyber Resilience Act agiscono su dimensioni complementari — la sicurezza delle organizzazioni e quella dei prodotti digitali — e che il loro punto di incontro è la filiera, che richiede coordinamento, consapevolezza e responsabilità condivise.
Gli esperti intervenuti al convegno hanno insistito sulla necessità di costruire resilienza prima che si verifichino gli incidenti, attraverso cooperazione tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca. Per le piccole e medie imprese, indicate come l'anello più esposto della catena del valore, la combinazione di maggiori obblighi normativi e supporto operativo dalle associazioni di categoria appare oggi la principale strategia per ridurre la vulnerabilità.
I dati presentati pongono interrogativi pratici sulle capillarità dei sistemi di difesa aziendale, sulla diffusione di pratiche di gestione delle identità e backup dei dati, e sull'efficacia delle notifiche obbligatorie nel fornire una fotografia reale delle minacce. Restano inoltre aperti i nodi dell'adeguamento tecnologico e della formazione del personale, aspetti ritenuti centrali per tradurre le normative in strumenti concreti di competitività e sicurezza.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 28 ottobre 2026