Decreto sui cortei: il Cdm approva il reato di «partecipazione violenta», pene e misure anche per i minorenni

Il governo approva il decreto: fino a 5 anni di carcere, responsabilità patrimoniale dei genitori e 500 militari in più a Milano.

A cura di Redazione Redazione
20 ottobre 2026 19:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Decreto sui cortei: il Cdm approva il reato di «partecipazione violenta», pene e misure anche per i minorenni -
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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un decreto per la sicurezza durante le manifestazioni che introduce il nuovo reato di «partecipazione violenta»: prevedono fino a 5 anni di reclusione e fino a 20.000 euro di multa, con aggravanti se il volto è coperto o se sono causate lesioni. Il provvedimento rende inoltre operativa la presunzione di capacità di intendere e di volere per i minorenni coinvolti in atti violenti e stabilisce responsabilità economica per i genitori.

Le misure approvate e le parole del governo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sintetizzato la ratio del decreto con il principio «chi rompe paga»: se il danno è a un bene pubblico il prefetto può inviare un'ingiunzione di pagamento, mentre per i danni a privati è previsto un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Meloni ha anche annunciato che, se il responsabile è minorenne, la famiglia sarà chiamata a rispondere economicamente dei danni.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha illustrato la struttura penale delle nuove fattispecie: la cosiddetta violenza organizzata richiede la partecipazione di almeno cinque persone che usino bastoni, mazze, armi improprie o lancino razzi e altri oggetti per creare un pericolo concreto per l'incolumità pubblica; la pena prevista è da 2 a 5 anni. È poi prevista una fattispecie autonoma, punita con 4-12 anni, per chi organizza o promuove la formazione di tali gruppi anche tramite strumenti informatici o telematici.

Sul fronte dei minori, il decreto rende immediatamente esecutiva la norma che presume la imputabilità dei 14-18enni salvo prova contraria, e amplia la possibilità di fermo preventivo anche per i minorenni. Secondo il governo, queste misure saranno accompagnate da un aumento di magistrati e posti negli Istituti penali minorili per rafforzare la certezza della pena.

Convalide, dispiegamento di forze e reazioni

Parallelamente al decreto, sono arrivate le prime convalide di arresto per gli scontri recenti: a Milano quattro persone sono state portate in carcere e una è ai domiciliari; a Bergamo la procura ha convalidato due arresti. Il gip di Milano, Fabrizio Filice, ha sottolineato l'«altissima» probabilità di reiterazione dei reati, citando l'intensa attività online di sigle come Italia in piazza e Movimento 17 ottobre.

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha detto che non c'è stato «nessuno stop dal Quirinale» durante l'iter del provvedimento e ha elogiato l'operato delle forze dell'ordine. Piantedosi ha confermato l'invio di 500 militari in più a Milano fino alla fine dell'anno per affiancare polizia e carabinieri.

A livello politico e sociale, il decreto ha già generato dibattito: si segnalano prese di posizione pubbliche e appelli alla cautela sulle modalità di applicazione, mentre alcune realtà attiviste hanno rilanciato mobilitazioni. È stato infatti riportato un invito alla mobilitazione per il prossimo sabato in otto città, lanciato da una delle sigle coinvolte.

Il quadro normativo ora dovrà confrontarsi con l'iter di pubblicazione e con i primi casi applicativi: sul piano giudiziario gli elementi di organizzazione di gruppo e l'uso di strumenti offensivi saranno centrali nell'accertamento delle nuove fattispecie, mentre sul piano operativo si valuterà l'impatto delle misure sul contrasto degli scontri e sulla libertà di manifestare.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 20 ottobre 2026

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