Legge elettorale, Flick: "Pensata per stabilizzare il governo e capitalizzare vantaggio, ciò che la Consulta ha già criticato"

(Adnkronos) - "Puntualmente oggi si torna a discutere di legge elettorale in senso maggioritario, prima ancora che di programmi, di visione del futuro, di soluzioni per affrontare le questioni poste dal presente, in un contesto di guerra globale e

A cura di Adnkronos Redazione
01 ottobre 2026 17:30
Legge elettorale, Flick: "Pensata per stabilizzare il governo e capitalizzare vantaggio, ciò che la Consulta ha già criticato" -
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(Adnkronos) - "Puntualmente oggi si torna a discutere di legge elettorale in senso maggioritario, prima ancora che di programmi, di visione del futuro, di soluzioni per affrontare le questioni poste dal presente, in un contesto di guerra globale e di strapotere digitale. La richiesta di riforma della legge elettorale proviene oggi dalle stesse forze di governo che - a dire il vero - sembrano essere già in grado di governare senza particolari difficoltà". Lo scrivono il presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick e Damiano Francesco Pujia nel libro di nuova uscita 'La Repubblica di tutti - La Costituzione come bussola di fronte alle nuove forme di potere politico economico e tecnologico', edizioni Il Sole 24 Ore, mentre la legge elettorale del Governo Meloni taglia un altro traguardo a Montecitorio, dove l'Aula ha rigettato le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni e si guarda al 7 e l'8 ottobre come date possibili per il voto finale sul provvedimento. 

"E' singolare che il governo più longevo della storia repubblicana discuta di 'stabilità di governo'. Sembra piuttosto che le riforme auspicate siano proposte per 'stabilizzare il governo' o meglio per capitalizzare il vantaggio e per rendere più difficile l'alternanza. E' ciò che la Corte costituzionale ha già criticato. Ogni meccanismo che comporti una distorsione della rappresentatività - al di là del prevalente carattere maggioritario o meno della legge elettorale - si pone in contrasto con la Costituzione", è il monito contenuto nel saggio che invita a vivere la Carta come bussola e non testo da modificare continuamente. Secondo gli autori, infatti, parlando di legge elettorale "la Costituzione non si pronunzia sul criterio da seguire per assicurare rappresentatività alla sovranità popolare che si esprime nel momento elettorale. Come ricordato dalla Corte costituzionale, in Assemblea costituente si manifestò con un ordine del giorno una preferenza per il sistema proporzionale, ma si scelse poi di non irrigidire la materia sul piano normativo costituzionale".  

Eppure "la vocazione maggioritaria torna ciclicamente e indifferentemente dal colore politico della maggioranza di turno - rimarcano Flick e Pujia - Essa si fonda sull'idea fuorviante che il sistema proporzionale comporti necessariamente la paralisi dell'attività parlamentare. Come noto ciò non trova riscontro nella storia del nostro Paese. La stagione delle grandi riforme degli anni Settanta dimostra che importanti interventi del legislatore sono ampiamente possibili anche in un sistema proporzionale, anzi forse proprio grazie a quel sistema, ove le forze politiche sono indotte a cercare un compromesso 'alto' oltre i confini della maggioranza di governo". Lungo l'elenco delle importanti riforme citate nel libro a riprova della efficienza del sistema proporzionale: dalla legge sul divorzio, all'adozione dello Statuto dei lavoratori, alla riforma dell'ordinamento penitenziario, all'approvazione della legge sul procedimento amministrativo. Esempi che dimostrano come "la rappresentatività proporzionale delle diverse istanze sociali impone alle forze politiche di costruire convergenze per materie e non per mera convenienza elettorale".  

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 ottobre 2026

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