Mattarella concede la grazia a Guido Gianni, il gioielliere di Nicolosi condannato per la morte di due rapinatori

Il Capo dello Stato estingue tre anni e due mesi di pena: residuo sotto la soglia per l'affidamento, la condanna resta definitiva.

A cura di Redazione Redazione
07 ottobre 2026 21:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Mattarella concede la grazia a Guido Gianni, il gioielliere di Nicolosi condannato per la morte di due rapinatori -
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso un provvedimento di clemenza individuale a Guido Gianni, il gioielliere 66enne di Nicolosi condannato per la morte di due rapinatori durante una rapina del 2008. Il comunicato del Quirinale rende esecutiva una misura che riduce di tre anni e due mesi l'esecuzione della pena, portando il residuo al di sotto dei quattro anni e aprendo la possibilità di affidamento in prova al servizio sociale.

La vicenda

I fatti risalgono al 18 febbraio 2008: tre uomini fanno irruzione nella gioielleria gestita da Gianni e dalla moglie, Mariangela Di Stefano, nel centro di Nicolosi (Catania). Secondo le ricostruzioni giudiziarie, i rapinatori impugnavano una pistola giocattolo priva del tappo rosso, indistinguibile da un'arma vera, e la puntavano contro la donna. Nel tentativo di difendere la moglie, Gianni ha sparato due colpi in aria e, durante la fuga dei malviventi, ha fatto fuoco nuovamente, uccidendo Davide Laudani e Sebastiano Catania; un terzo complice, Fabio Pappalardo, rimase ferito.

Il processo

Il dibattito giudiziario si è concentrato sui limiti della legittima difesa. La Procura ha sostenuto che il pericolo fosse cessato quando i rapinatori avevano già voltato le spalle e stavano fuggendo, rendendo l'uso letale dell'arma sproporzionato. La difesa ha invocato lo stato di grave turbamento e terrore subito da Gianni durante l'aggressione alla moglie.

In primo grado la Corte d'assise condannò Gianni a 13 anni per omicidio (richiesta del pm 17 anni), riconoscendo attenuanti generiche; la pena divenne definitiva, con lieve sconto, a 12 anni e quattro mesi, determinando l'esecuzione carceraria iniziale. Successivamente, per motivi di salute, Gianni ha ottenuto i domiciliari, e parte della pena è stata già esppiata: cinque anni e tre mesi.

Battaglia politica e richieste di clemenza

Il caso è stato anche terreno di scontro politico: il centrodestra, con prese di posizione pubbliche anche di Matteo Salvini, ha sostenuto la posizione di Gianni come esempio del diritto alla difesa del cittadino aggredito. Nel giugno 2022 la moglie Mariangela Di Stefano ha promosso una petizione e rivolto un appello al Quirinale, sostenendo che il marito avesse difeso la sua vita e l'attività commerciale.

Oggi l'atto di clemenza del Presidente estingue tre anni e due mesi di reclusione, con il risultato che il residuo di pena scende al di sotto della soglia dei quattro anni: questo consente al Tribunale di sorveglianza di valutare l'eventuale affidamento in prova al servizio sociale. Il provvedimento di grazia non annulla la sentenza né ne modifica il merito processuale; interviene esclusivamente sull'esecuzione penale, motivando la decisione con le precarie condizioni di salute dell'uomo e con il percorso rieducativo già svolto.

Il contesto mediatico e giuridico

La vicenda di Gianni ha acquisito nuova rilevanza dopo il caso di Mario Roggero, il commerciante piemontese arrestato lo scorso anno per duplice omicidio dopo un episodio simile: le analogie hanno riacceso il dibattito pubblico sulla portata della legittima difesa e sui confini tra reazione difensiva e eccesso. Giudici, politici e commentatori continuano a confrontarsi sul bilanciamento tra tutela della vita e sicurezza dei cittadini e i limiti dell'uso delle armi in situazioni di pericolo percepito.

I prossimi passi sono di natura procedurale: con il residuo di pena al di sotto dei quattro anni, la valutazione dell'affidamento in prova spetterà al Tribunale di sorveglianza, che terrà conto sia del provvedimento di clemenza sia del percorso di rieducazione e delle condizioni di salute certificate. Intanto la grazia ha già riaperto il confronto pubblico su temi di giustizia penale, clemenza e responsabilità individuale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 07 ottobre 2026

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