Mattarella concede tre grazie: tra i beneficiari un gioielliere condannato per duplice omicidio
Il Presidente della Repubblica ha firmato tre decreti di clemenza individuale; uno riguarda il gioielliere che uccise due rapinatori durante un tentativo di furto.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato tre decreti di grazia ai sensi dell'art. 87, comma 11 della Costituzione, dopo che il Ministro della Giustizia ha espresso parere favorevole al termine dell'istruttoria prescritta. Il provvedimento più rilevante per rilievo pubblico riguarda un gioielliere condannato per duplice omicidio commesso durante un tentativo di rapina.
Dettagli dei provvedimenti
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A.A. (nato 1972): condannato a una pena complessiva di 7 anni per delitti in materia di stupefacenti e altri reati. Il Capo dello Stato ha concesso la grazia per la pena residua da espiare (anni 5, mesi 5, giorni 10), valutando i pareri favorevoli delle autorità giudiziarie competenti e le gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, sulle quali si era già basato il differimento dell'esecuzione della pena.
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G.G. (nato 1960): condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di duplice omicidio e tentato omicidio commessi nel 2008 durante un tentativo di rapina nella sua gioielleria. Al presidente è stata concessa una grazia parziale che ha estinto 3 anni e 2 mesi della pena residua. Nel provvedimento si è tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, del periodo già scontato (5 anni e 3 mesi) e delle condizioni di salute del condannato, che avevano determinato l'applicazione della detenzione domiciliare nel luglio del 2025. A seguito della riduzione, la pena residua è inferiore a quattro anni, soglia che rende possibile per il Tribunale di sorveglianza valutare l'eventuale affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 ordinamento penitenziario).
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G.B. (nato 1981): condannato a 10 anni per delitti in materia di stupefacenti commessi tra il 2002 e il 2009. La grazia parziale ha estinto 1 anno e 9 mesi della pena ancora da espiare. Il provvedimento prende atto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, che ha evidenziato un mutamento di vita del condannato e un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, nonché delle condizioni di salute di una figlia minore. Anche in questo caso la pena residua rientra nei limiti per la possibile concessione dell'affidamento in prova.
La notizia è stata diffusa dall'Agenzia Dire; i decreti di grazia sono stati adottati a seguito delle valutazioni delle autorità giudiziarie competenti e dei pareri emessi nel corso dell'istruttoria ministeriale. I provvedimenti intervengono sullo stato giuridico di persone già sottoposte a misure detentive o detenzione domiciliare e potrebbero aprire la strada a misure alternative alla detenzione per i beneficiari.
Fact Check
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Verificato il: 07 ottobre 2026