Meloni: 'La sentenza su Regeni non è definitiva'. Difende i rapporti con l'Egitto e cita il governo Gentiloni
A Genova la premier sottolinea i tre gradi di giudizio e respinge l'ipotesi di interrompere i rapporti diplomatici con l'Egitto.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato oggi a Genova che 'la sentenza sul caso Regeni non è definitiva': «ci sono tre gradi di giudizio e all'esito delle sentenze verrà dato seguito», ha detto rispondendo ai giornalisti a margine dell'inaugurazione del Salone Nautico.
In merito alle relazioni con l'Egitto, la premier ha sottolineato che non ritiene utile, per la risoluzione del caso, «interrompere i rapporti diplomatici», perché ciò potrebbe invece «creare difficoltà». Ha quindi difeso la linea di mantenere canali aperti per il dialogo bilaterale.
Meloni ha inoltre affermato che «non è stato questo governo a riaprire i rapporti diplomatici con l'Egitto, ma è stato il governo Gentiloni», invocando la pratica diplomatica dei precedenti esecutivi come argomento a favore del mantenimento dei contatti. La dichiarazione è stata pronunciata nel corso del punto stampa al 66esimo Salone Nautico di Genova.
L'intervento della presidente del Consiglio è stato accompagnato da un post sul suo profilo social in cui ha sintetizzato il punto stampa; la vicenda resta dunque al centro del dibattito politico e diplomatico. Genova, Salone Nautico e il contesto mediatico che circonda la dichiarazione sono stati indicati come scenario della presa di posizione.
Contesto: il caso riguarda la morte di Giulio Regeni, ucciso in Egitto nel 2016, una vicenda che ha generato prolungate tensioni diplomatiche tra Italia ed Egitto e richieste di verità e giustizia da parte dell'opinione pubblica e della famiglia. La precisazione della premier sulla non definitività della sentenza richiama i tempi processuali e l'iter dei gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento.
Implicazioni e prossimi passi: la dichiarazione di Meloni sposta l'attenzione sulle possibili ricadute diplomatiche e sull'iter giudiziario ancora aperto. Mentre il governo difende la scelta di mantenere canali di dialogo con il Cairo, resta aperta la questione di come combinare le esigenze di giustizia con quelle della politica estera e della cooperazione internazionale. L'evoluzione dei gradi di giudizio sarà determinante per i prossimi sviluppi istituzionali e diplomatici.
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Verificato il: 01 ottobre 2026