Nasce l'alleanza per l’innovazione nel tumore gastrico, 7 azioni per costruire un percorso nazionale di cura
(Adnkronos) - Ogni anno in Italia sono circa 14.000 le nuove diagnosi di tumore gastrico. Eppure, ad oggi, il nostro Paese non dispone di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) dedicato, con conseguenti differenze territoriali ne
(Adnkronos) - Ogni anno in Italia sono circa 14.000 le nuove diagnosi di tumore gastrico. Eppure, ad oggi, il nostro Paese non dispone di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) dedicato, con conseguenti differenze territoriali nell’accesso ai test necessari a personalizzare la cura. È in questo contesto che nasce l’Alleanza per l’Innovazione nel tumore gastrico (Aigt), iniziativa promossa da AstraZeneca con il supporto organizzativo di Nomos Centro Studi Parlamentari, presentata oggi alla Camera dei Deputati. L’Alleanza riunisce esperti clinici e rappresentanti delle associazioni di pazienti con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sulle principali criticità della presa in carico e individuare proposte concrete per rendere più omogenei i percorsi di diagnosi, cura e assistenza su tutto il territorio nazionale.
Sono 7 le azioni individuate dall’Alleanza: la definizione di un modello di Pdta nazionale; l’integrazione strutturata della nutrizione clinica nei percorsi di cura; la definizione di standard nazionali per i centri che trattano il tumore gastrico; la definizione di standard condivisi per la fase diagnostica iniziale; la valutazione della qualità della vita e introduzione del supporto psicologico; il rafforzamento del raccordo tra ospedale e territorio; il coinvolgimento strutturato delle associazioni di pazienti nell’attuazione e la valutazione dei percorsi di cura. Ad aprire i lavori Ilenia Malavasi, membro della Commissione Affari Sociali della Camera e promotrice dell’iniziativa: “Non possiamo permettere che il diritto alla salute dipenda dal luogo in cui si vive. Garantire gli stessi livelli di assistenza in tutto il Paese deve essere una priorità nazionale. Anche per il tumore gastrico è necessario lavorare per ridurre le disuguaglianze territoriali e assicurare a ogni paziente percorsi di diagnosi, cura e presa in carico appropriati e omogenei”.
Carmine Pinto, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica (Clinical Cancer Centre) presso l'Irccs Azienda USL di Reggio Emilia, ha spiegato che “nel carcinoma gastrico la caratterizzazione bio-patologica è uno strumento indispensabile per scegliere la migliore terapia e consente di adattare le cure al profilo biologico di ciascun paziente. Garantire a tutti l’accesso ai test necessari significa, quindi, rendere concreta la medicina personalizzata e aumentare le possibilità di risposta alle cure, con un impatto sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita”.
Sono quindi intervenuti Maria Bencivenga, Professoressa Associata di Chirurgia presso l’Unità di Chirurgia Generale dell’Università di Verona, Riccardo Caccialanza, direttore di Dietetica e Nutrizione Clinica presso la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e Alberto Puccini, Medico Oncologo dell’Unità Gastrointestinale presso Humanitas Research Hospital di Rozzano. I relatori hanno approfondito rispettivamente il ruolo della chirurgia e della multidisciplinarietà, l’importanza della nutrizione clinica e le prospettive dell’innovazione nella gestione del paziente con tumore gastrico.
A chiudere i lavori – moderati da Giacomo Alessandrini, direttore Healthcare & Life Sciences di Nomos Centro studi parlamentari – è stata Claudia Santangelo, presidente dell’Associazione ‘Vivere senza stomaco si può’, che ha richiamato la necessità di mettere il paziente al centro dell’organizzazione dei percorsi: “L’informazione è parte della cura. Servono Pdta sempre più definiti, capaci di garantire équipe multidisciplinari, centri con esperienza e indicazioni precise su ogni fase della cura. Il coinvolgimento delle associazioni deve essere parte integrante di questo processo, così come il rafforzamento del collegamento tra ospedale e territorio e il ruolo del medico di medicina generale, che può contribuire a favorire una diagnosi più tempestiva”.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 14 ottobre 2026