Nordio: «Non sarebbe blasfemo abbassare l'età di imputabilità», ma non è all'ordine del giorno
Il ministro Nordio apre alla possibilità di rivedere la soglia di imputabilità (codice penale 1930), ma dice che il tema non è discusso in Cdm.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato, in un'intervista a Start su Sky Tg24, che «non sarebbe blasfemo pensare di abbassare la soglia dell'imputabilità». Ha però precisato che la proposta non è stata discussa in Consiglio dei ministri e che, per quanto ne sa, non è all'ordine del giorno.
Contesto e rilievi storici
Nordio ha richiamato l'origine della normativa: la soglia di 14 anni è fissata nel codice penale del 1930, documento che — ha ricordato — porta la firma di Benito Mussolini. Secondo il ministro, la norma risale a un contesto sociale molto diverso e «100 anni fa 14 anni non erano i 14 anni di oggi», elemento che rende ragionevole, a suo avviso, una riflessione sulla materia.
Nel corso dell'intervista il ministro ha inoltre sottolineato che «non è che l'imputabilità si è abbassata a 14 anni, anche prima la persona era imputabile tra i 14 e i 18 anni». Ha richiamato la distinzione corrente: sotto i 14 anni non esiste imputabilità, cioè non è prevista una forma di repressione penale per i minori al di sotto di quella soglia.
Il giudizio espresso da Nordio rimane una posizione politica e tecnica: un'eventuale modifica comporterebbe interventi normativi e aprirebbe un dibattito pubblico e giuridico su responsabilità penale minorile, percorsi di intervento e tutele per i minori. Il ministro ha comunque ribadito che al momento il Governo non ha messo la questione all'ordine del giorno.
La notizia, riportata dall'Agenzia Dire, si limita a documentare l'affermazione del titolare del dicastero della Giustizia durante l'intervista televisiva senza segnalarne sviluppi legislativi concreti.
Fact Check
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Verificato il: 22 ottobre 2026