Pier Ferdinando Casini annuncia: non si ricandida, dopo 44 anni lascia il Parlamento
Il senatore conferma al Corriere della Sera il passo indietro: «Mi fermo qui», ringrazia e rivolge un saluto ai bolognesi.
Pier Ferdinando Casini ha annunciato che non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche e che, dopo 44 anni di attività parlamentare, lascerà il Parlamento. La decisione è stata resa nota in un'intervista al Corriere della Sera, dove il senatore ha dichiarato: «Ringrazio tutti per la fiducia che m'è stata finora accordata. Mi fermo qui».
Nel colloquio Casini spiega di aver preso la scelta anche per cedere spazio a figure più in sintonia con i partiti e le coalizioni che si presenteranno agli elettori. Ha raccontato inoltre di averne parlato principalmente con i figli: Maria Carolina e Benedetta, che inizialmente non credevano all'intenzione di fermarsi, e Caterina e Francesco, che avevano invece insistito per una nuova candidatura ma hanno convenuto che sia arrivato il momento di «mettere un punto».
Il bilancio di una carriera
Casini ha tracciato un rapido bilancio personale della sua lunga esperienza. Ricorda il primo ingresso a Montecitorio, «una mattina del luglio 1983», e il momento in cui chiamò il padre Tommaso, segretario provinciale della Dc: «riesco solo a dirgli, ‘Sono qui’, perché subito scoppio in un pianto a dirotto». Ha inoltre indicato come giorno più bello quello in cui, da presidente della Camera, ricevette Giovanni Paolo II, definendolo un incontro che gli trasmise sensazioni irripetibili.
In un breve video pubblicato sui social Casini ha salutato i suoi elettori, con un messaggio rivolto in particolare ai concittadini bolognesi: la politica resta per lui una passione, da coltivare per la difesa della democrazia liberale, della giustizia sociale, della pace e di un'Europa che possa garantire futuro ai giovani. Nel reel ha parlato anche di un Occidente «assediato da nemici esterni e interni» e dell'importanza di non lasciare i figli «vassalli di qualcuno».
La notizia segna un cambio di scena per il Parlamento e per gli spazi interni ai partiti che dovranno ora valutare candidature e alleanze in vista del voto. L'annuncio arriva con tempistica utile per le prossime consultazioni elettorali e apre questioni su chi raccoglierà il testimone di una figura con quasi mezzo secolo di esperienza istituzionale.
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Verificato il: 11 ottobre 2026