Rebibbia: 10 detenuti completano un corso di 200 ore in cybersecurity per il reinserimento
Dieci persone detenute a Rebibbia hanno ricevuto certificazioni dopo un percorso di 200 ore mirato alla formazione digitale e al lavoro.
Dieci detenuti della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia hanno conseguito oggi certificazioni al termine di un percorso formativo di 200 ore in cybersecurity promosso dalla Cyber Security Foundation. Il corso, parte del 'Progetto Carceri', è nato nellambito del protocollo sottoscritto nel 2024 con il Dipartimento dellAmministrazione Penitenziaria e la Camera Penale di Roma e mira a favorire il reinserimento sociale e lavorativo.
Il progetto e i partner
Il programma, rivolto agli adulti prossimi alla fine della pena, è stato reso possibile anche grazie alla donazione di 15 computer da parte della Cyber Security Foundation e al sostegno di aziende partner come Fortinet, Telsy, società del Gruppo TIM e DXC Technology. Liniziativa si inserisce nel più ampio 'Progetto Carceri', che prevede attività formative fino alla fine del 2027 e la predisposizione di una piattaforma digitale interna per la fruizione dei corsi.
Cosa hanno imparato i partecipanti
I partecipanti hanno acquisito competenze tecniche in sicurezza informatica, protezione dei dati e prevenzione delle minacce digitali, ambiti oggi molto richiesti dal mercato del lavoro. Tutti i partecipanti hanno superato le prove finali: un risultato che, secondo gli organizzatori, offre strumenti concreti per costruire una prospettiva professionale dopo la detenzione. Marco Gabriele Proietti, presidente della Cyber Security Foundation, ha definito le dieci certificazioni come il frutto di una scelta e di un impegno personale dei detenuti.
La direttrice della struttura, Maria Donata Iannantuono, ha sottolineato l'importanza di percorsi di formazione di alta qualità orientati alle professioni del futuro, mentre Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale, ha evidenziato come il progetto offra competenze utili alla protezione dell'ecosistema digitale e vada rilanciato e ampliato.
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha commentato che il Governo intende rendere gli istituti penitenziari più sicuri e la pena realmente rieducativa, affermando che 'il 98% di chi impara un mestiere in carcere, una volta fuori, non torna a delinquere', citando il dato come supporto all'investimento nella formazione.
Prospettive operative e diffusione
Il progetto prevede non solo la formazione pratica ma anche lo sviluppo di strumenti didattici e di una piattaforma di apprendimento digitale interna agli istituti per rendere disponibili i contenuti formativi. La Cyber Security Foundation indica l'intenzione di estendere iniziative analoghe anche agli istituti penali per minorenni, con esperienze già attive all'Aquila e un'estensione prevista a Palermo, Napoli e Milano.
Gaetano Scalise, responsabile del progetto e già presidente della Camera Penale di Roma, ha posto l'enfasi sulla necessità che il carcere offra opportunità concrete di formazione e riscatto, perché 'dare competenze significa restituire prospettive e costruire futuro'.
L'esperienza di Rebibbia è presentata dagli attori coinvolti come un esempio di sinergia istituzionale tra amministrazione penitenziaria, avvocatura, fondazioni e imprese private per collegare la formazione in carcere alle opportunità del mondo del lavoro e favorire il pieno reinserimento nella cittadinanza.
Questo primo ciclo di formazione a Rebibbia rappresenta quindi un punto di osservazione sul come intervenire nel sistema carcerario per coniugare sicurezza interna, rieducazione e sbocchi occupazionali, con l'obiettivo di replicare e ampliare l'intervento in altri istituti.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 08 ottobre 2026