Sciopero degli autotrasportatori: Governo avverte su infiltrazioni e rischio approvvigionamenti
Musumeci e Nordio segnalano infiltrazioni e strumentalizzazioni; la Commissione di Garanzia avverte: i blocchi mettono a rischio salute e sicurezza.
Il governo lancia l'allarme sui blocchi stradali legati alla protesta degli autotrasportatori: gli scaffali vuoti nei supermercati sono "un'immagine alla quale non dobbiamo abituarci", ha detto il ministro Nello Musumeci a Napoli, sollecitando risposte veloci per garantire farmaci e generi di prima necessità.
Dettagli e sviluppi
La Commissione di Garanzia per gli scioperi ha espresso "viva preoccupazione" per i diffusi blocchi che — secondo la nota — stanno compromettendo seriamente gli approvvigionamenti dei beni essenziali. La Commissione avverte che il proseguimento delle azioni, in violazione della disciplina di settore, configura un pericolo grave e imminente per la salute, la sicurezza e la libera circolazione dei cittadini e si dice pronta ad assumere "le determinazioni di propria competenza" per ripristinare le consegne.
Musumeci ha ribadito la necessità di contemperare il diritto alla protesta con la tutela degli altri settori economici, osservando che "non vorrei che per rivendicare i diritti di una categoria a pagare debbano essere altre 50 categorie". Ha inoltre rivendicato l'impegno dell'esecutivo e un pacchetto di misure definito "assolutamente consistente e concreto", citando l'intervento del collega Salvini.
Sul capitolo delle possibili infiltrazioni, il ministro ha ammesso che i servizi investigativi hanno accertato presenze tra i manifestanti con intenzioni diverse da quelle pacifiche e ha invitato alla prudenza: "È normale che la criminalità vada dove c'è denaro", ha detto, commentando con una battuta geografica — "Non siamo a Bolzano" — per respingere l'idea di un controllo capillare delle organizzazioni criminali nelle regioni interessate.
Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha parlato di una alta probabilità di strumentalizzazione e infiltrazioni: ha ricordato che, pur non attribuendo alle mafie il governo delle regioni coinvolte, è plausibile che soggetti criminali possano cercare di sfruttare la situazione. Nordio ha inoltre sottolineato il principio che il diritto di sciopero non può compromettere il diritto al lavoro e i diritti degli altri cittadini.
Musumeci ha chiesto che gli ultimi presidi vengano rimossi "autonomamente" con senso di responsabilità e ha fissato l'orizzonte politico a 3-4 mesi per le misure di più largo respiro: "Tutto quello che c'è da fare si è fatto e si farà", ha detto, ma ha ammesso che alcune cause del disagio hanno radici profonde e internazionali, come il rincaro dei carburanti.
Le forze dell'ordine, secondo quanto riportato, sono impegnate a monitorare i presidi e ad intervenire contro chi commette violazioni; parallelamente, la Commissione di Garanzia segnala la possibilità di atti amministrativi finalizzati a sbloccare rifornimenti e servizi vitali alle città. Sul versante politico si cerca una quadratura che permetta di rispondere alle richieste delle categorie produttive senza ledere i diritti costituzionali degli altri cittadini.
Al momento resta aperto il fronte della trattativa politica e dell'azione amministrativa: il governo insiste sulla necessità di proteggere la continuità delle forniture — in particolare alimenti e farmaci — mentre le autorità di controllo mantengono la massima attenzione sull'evoluzione dei blocchi e sulle eventuali infiltrazioni.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 ottobre 2026