Zuppi alla sinagoga di Roma: «La follia omicida del 7 ottobre, antisemitismo mai giustificato»

Il presidente della Cei condanna l'attacco del 7 ottobre e chiede ascolto reciproco: «Il dolore non può produrre altro dolore».

A cura di Redazione Redazione
07 ottobre 2026 08:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Zuppi alla sinagoga di Roma: «La follia omicida del 7 ottobre, antisemitismo mai giustificato» -
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Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha partecipato ieri sera alla preghiera nella sinagoga di Roma per ricordare il massacro del 7 ottobre 2023, definito dalla stessa presidenza della Cei una «follia omicida». In un articolo sul Corriere della Sera ha rinnovato la condanna dell'attacco che causò la morte di circa milleduecento israeliani, precisando che l'antisemitismo "non può e non deve trovare alcuna giustificazione, mai".

Zuppi ha sottolineato che la condanna per il 7 ottobre "è e resta tale", ma ha aggiunto che questo non può cancellare la sofferenza e le tragedie successive. Richiamando il pensiero del cardinale Pizzaballa, ha osservato che «la guerra distrugge anche parole, relazioni, fiducia» e che è necessario «arrivare ad ascoltare e comprendere la sofferenza dell'altro senza sentirla come una smentita della propria».

Nel racconto degli ultimi anni Zuppi ha ricordato il pellegrinaggio a Gerusalemme compiuto da parte della Chiesa di Bologna per manifestare vicinanza a tutte le vittime del conflitto. Durante quel viaggio incontrò Rachel Goldberg-Polin, la madre di uno degli ostaggi israeliani di Hamas: il figlio, Hersh, aveva ventitré anni ed è stato poi ritrovato ucciso.

La testimonianza della donna, secondo il cardinale, fu particolarmente commovente: «io non voglio che il mio dolore produca altro dolore, non c'è una classifica del dolore». Zuppi ha richiamato quel messaggio come principio etico: la memoria del torto subito non deve alimentare nuova violenza, ma spingere invece verso il riconoscimento della sofferenza altrui.

Da queste premesse Zuppi ha tratto una conseguenza politica e morale: si può e si deve condannare il 7 ottobre e, al tempo stesso, riconoscere la sofferenza di popolazioni come quella di Gaza, colpite da "morte e distruzione ingiustificata". "C'è un legame, nel dolore", ha detto, indicando nell'ascolto reciproco e nella consapevolezza del volto dell'altro la via per trovare "la determinazione necessaria a trovare una via d'uscita. Non c'è altra strada per arrivare alla pace".

Le parole del cardinale, rilanciate su carta e nei luoghi di culto, si inseriscono nel dibattito pubblico e nelle discussioni interne alla Chiesa italiana su come conciliare la condanna della violenza con l'impegno per la pace e la protezione dei diritti umani. La notizia è stata diffusa dall'Agenzia Dire e ripresa da altri organi di informazione nazionali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 07 ottobre 2026

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