Dopo le Midterm Usa, i grandi Paesi vanno al voto: Spagna, Francia, Polonia, Grecia, Italia e Argentina

Le elezioni nei principali Paesi seguiranno l'onda dei risultati americani, con il confronto tra sovranisti e forze progressiste.

A cura di Redazione Redazione
04 novembre 2026 19:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Dopo le Midterm Usa, i grandi Paesi vanno al voto: Spagna, Francia, Polonia, Grecia, Italia e Argentina -
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Dopo le Midterm negli Stati Uniti, una serie di grandi Paesi a livello globale si prepara a tornare alle urne: dalla Spagna alla Francia, dalla Polonia alla Grecia, fino all'Italia e all'Argentina. Il risultato americano può influenzare equilibri politici e strategie dei partiti, con una possibile ripercussione sull'avanzata dei sovranisti.

Spagna (fine novembre): il dimissionario Pedro Sánchez cerca la riconferma alla guida del governo socialista PSOE in un clima segnato dal disastro ferroviario che ha causato circa settanta morti e ha inciso sui sondaggi del partito. Sánchez è stato tra i primi leader europei a commentare la rimonta dei democratici negli Usa, scrivendo su X che "dopo il Brasile e gli Stati Uniti, anche gli spagnoli fermeranno l'ultradestra" e che i cittadini hanno votato contro "le politiche che impoveriscono".

Francia (aprile 2027): la corsa alla successione di Emmanuel Macron resta aperta e incerta. I principali nomi in campo sono Marine Le Pen del Rassemblement National, che incarna il nazionalismo conservatore, e Jean-Luc Mélenchon di France Insoumise, figura che ha guadagnato consenso sulle proteste contro il caro vita e il peggioramento dei servizi pubblici. Nel campo centrista manca ancora un chiaro "delfino" di Macron; il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha commentato positivamente l'ottima performance dei democratici Usa come una buona notizia per la democrazia.

Polonia (novembre 2027): lo scontro appare già acceso tra il presidente Karol Nawrocki (legato al partito nazionalista Diritto e Giustizia, PiS) e l'ex primo ministro Donald Tusk, espressione europeista e liberale. Al centro della contesa c'è la Corte costituzionale: i sovranisti vorrebbero ridurne l'indipendenza in favore dell'esecutivo, mentre i rivali difendono l'assetto istituzionale. Alcuni esponenti del conservatorismo polacco guardano a Donald Trump come modello per ridurre gli impegni verso l'Ucraina, creando frizioni con Bruxelles.

Grecia (primavera): prevista battaglia tra il premier uscente Kyriakos Mitsotakis (Nuova Democrazia) e l'ex premier Alexis Tsipras, ora a capo di un'alleanza di sinistra. Il dibattito politico tocca temi di politica estera, con accuse a Mitsotakis di eccessiva benevolenza verso gli Stati Uniti di Trump e verso la Turchia in contese territoriali con Atene.

Italia (data da definire): anche l'Italia è attesa al voto, senza ancora una data certa. La coalizione guidata dalla premier Giorgia Meloni potrebbe risentire degli umori che hanno animato il voto americano e delle relazioni personali e politiche intrattenute con figure come Donald Trump.

Argentina (ottobre 2027): al voto generale, con l'attuale sovranista Javier Milei in cerca di conferma e l'annuncio di candidatura dell'ex presidente peronista Cristina Kirchner. La sconfitta dei candidati filo‑sovranisti in altri Paesi dell'America Latina, come la débâcle di Flavio Bolsonaro in Brasile, mette in discussione la tenuta degli alleati di Trump nella regione.

Fonte: Agenzia Dire. Questo riepilogo evidenzia i principali appuntamenti elettorali e le dinamiche più rilevanti che potrebbero essere influenzate dall'esito delle Midterm statunitensi, con riflessi su coalizioni, politiche estere e assetti istituzionali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 04 novembre 2026

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