Giustizia minorile, Sangermano: «Fa più un libro di Dostoevskij che dieci anni di carcere»

Il capo della Giustizia minorile alla presentazione del libro su Nisida: umanizzare il carcere, cultura e misure alternative per il recupero dei ragazzi.

A cura di Redazione Redazione
06 novembre 2026 12:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Giustizia minorile, Sangermano: «Fa più un libro di Dostoevskij che dieci anni di carcere» -
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Roma — Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, ha affermato alla presentazione del libro di Gianluca Guida che "Fa più un libro di Dostoevskij che dieci anni di carcere". L'intervento è avvenuto all'Università Lumsa in occasione della presentazione di "Guerrieri - Nisida non è solo un luogo, è uno stato dell'anima" (Il Pellegrino, 2026), testo che racconta l'Istituto penale per i minorenni di Nisida (Na).

Sangermano ha insistito sulla necessità di coniugare rigore con il rifiuto del punitivismo, sottolineando che il detenuto deve poter avere spazio per un "respiro lungo" e per svolgere attività trattamentali. "Io ho letto 'Delitto e castigo' a 16 anni, non sono mai stato tentato dalla devianza", ha detto il magistrato, ribadendo l'importanza della cultura e della lettura nella prevenzione della devianza.

Proposte e interventi

Nel suo intervento Sangermano ha illustrato passaggi concreti: il restauro del teatro di Nisida, finanziamenti già stanziati e l'intervento di un commissario speciale straordinario. Ha indicato il potenziamento delle misure alternative, l'aumento degli spazi di agibilità detentiva e la professionalizzazione degli operatori — pedagogisti, polizia penitenziaria e direttori — come vie per rendere il sistema più efficace e umano.

Il capo del Dipartimento ha poi criticato l'uso di categorie stigmatizzanti ("i disabili nelle classi per disabili, gli immigrati...") e promosso una visione di legalità democratica e inclusiva. Ha invitato a uno sguardo "paterno, rigoroso, umano, compassionevole" verso i minori detenuti e ha esaltato la vulnerabilità come valore: "La persona sensibile è la persona più interessante del mondo", ha affermato.

L'evento è stato organizzato nell'ambito delle attività del Centro di ricerca interdipartimentale sui sistemi sociali e penali Das - Diritto alla speranza dell'Università Lumsa. Il libro di Guida, pubblicato da Il Pellegrino nel 2026, è stato presentato come testimonianza diretta del lavoro e delle sfide dell'istituto di Nisida; Sangermano ha elogiato il direttore Guida per l'impegno definito "onore della Repubblica".

Sul piano politico e operativo, Sangermano ha sostenuto che il carcere non può essere abolito perché connesso al problema del delitto, ma che può e deve essere umanizzato e residualizzato. Le sue proposte indicano una direzione politica che valorizza le misure alternative, la qualità degli spazi detentivi e la formazione degli operatori, con possibili ripercussioni sulla gestione dei minori e sulle politiche di sicurezza e reinserimento sociale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 06 novembre 2026

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