Nuovo ospedale di Padova, Gerosa: "Dinamico per adattarsi ai bisogni di salute"
(Adnkronos) - "Questo ospedale è pensato per essere dinamico dal punto di vista tecnologico e organizzativo per adattarsi alle necessità e ai bisogni di salute che si presenteranno nei prossimi decenni”. Il nuovo ospedale di Padova “è pensato per
(Adnkronos) - "Questo ospedale è pensato per essere dinamico dal punto di vista tecnologico e organizzativo per adattarsi alle necessità e ai bisogni di salute che si presenteranno nei prossimi decenni”. Il nuovo ospedale di Padova “è pensato per diventare un centro fondamentale, non soltanto per rispondere ai bisogni legati alle patologie acute, che rappresentano la sua funzione tipica, garantendo prestazioni di altissimo livello tecnologico – penso, ad esempio, alle sale operatorie – ma soprattutto per gestire il rapporto con il territorio e la cronicità. È una sorta di torre di controllo, nella quale confluiscono i segnali provenienti dal territorio e dai pazienti dimessi. Per garantire la sostenibilità del sistema, infatti, dobbiamo poter riportare i pazienti al domicilio in tempi molto brevi". Così Gino Gerosa, assessore alla Sanità della Regione Veneto, oggi a Venezia, all’Adnkronos Salute illustra le caratteristiche della nuova struttura ospedaliera veneta, in occasione della presentazione del piano di finanziamento. Per garantire “la sostenibilità economica del sistema e l’introduzione delle nuove tecnologie, diventano fondamentali due aspetti - precisa - Il primo è la prevenzione e il secondo aspetto, ancora più importante, è l’appropriatezza sia all’interno dell’ospedale sia sul territorio".
"Abbiamo sfide importantissime da affrontare, per garantire un sistema sanitario universalistico nel nostro Paese, legate all’inversione della piramide demografica, quindi all’invecchiamento della popolazione e alla denatalità", chiarisce Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale e già direttore del Centro Gallucci, nel nosocomio padovano. "L’invecchiamento della popolazione comporta costi molto elevati per il sistema sanitario universalistico - rimarca - Per garantirne la sostenibilità economica, dobbiamo quindi ripensarne e reingegnerizzarne l’organizzazione. Dobbiamo passare da una medicina di reazione, tipica di una sanità ospedalocentrica – ti ammali e ti curo – a una medicina di previsione, o medicina di iniziativa. Questo significa rafforzare la medicina territoriale e anticipare i bisogni dei pazienti cronici. Gli anziani, infatti, sono spesso affetti da patologie croniche, sono fragili e presentano plurime comorbidità. Il 40% non è autosufficiente e il 65% vive da solo. Dobbiamo quindi attivare assolutamente questa medicina di previsione e di iniziativa, anticipando le fasi acute delle patologie croniche per evitare, quando possibile, il ricovero in ospedale".
Fact Check
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Verificato il: 04 novembre 2026