Valichi alpini in crisi: se saltano, fino a 1,5 miliardi di danni l'anno, mancano alternative

Studio Uniontrasporti: 200 mln tonnellate e il 90% dell'interscambio Ue transitano dai valichi; interruzioni costano miliardi e minacciano le imprese.

A cura di Redazione Redazione
05 novembre 2026 11:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Valichi alpini in crisi: se saltano, fino a 1,5 miliardi di danni l'anno, mancano alternative -
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Un recente studio di Uniontrasporti, presentato alla Camera e commissionato da Unioncamere, mette in luce la vulnerabilità strategica dei valichi alpini per l'economia italiana. Ogni anno attraverso queste vie transitano circa 200 milioni di tonnellate di merci, corrispondenti al 90% dell'interscambio commerciale con l'Unione europea; eventuali interruzioni o limitazioni possono provocare danni economici stimati fino a 1,5 miliardi di euro l'anno.

Chi e dove: lo studio analizza i collegamenti transalpini tra Italia, Austria e Francia, con particolare attenzione ai grandi corridoi merci. I flussi oggi passano in misura crescente su strada: la quota del trasporto ferroviario sul traffico transalpino è scesa dal 48% al 32% in 40 anni, aumentando la dipendenza dai valichi stradali.

Perché il rischio è concreto: eventi recenti, come la frana nella valle della Maurienne che nell'agosto 2023 ha compromesso il collegamento del Frejus, dimostrano che interruzioni prolungate non sono ipotesi teoriche ma fattori concreti di crisi. La mancanza di itinerari alternativi adeguati aggrava l'impatto: molte tratte non dispongono di percorsi di riserva pronti all'uso.

Impatto economico già tangibile: oltre ai potenziali 1,5 miliardi annui, lo studio evidenzia costi immediati legati a misure restrittive: le limitazioni imposte dall'Austria (oggetto di un contenzioso presentato dall'Italia alla Corte di giustizia Ue) gravano sulle imprese per circa 370 milioni di euro l'anno, a cui si sommano 174 milioni relativi ai lavori sul ponte Lueg.

Quattro scenari di crisi e proposte operative

Lo studio ha simulato quattro scenari di crisi con orizzonte al 2040, tenendo conto anche delle nuove opere ferroviarie come la galleria di base del Brennero e la Torino–Lione. Uniontrasporti propone una serie di misure per aumentare la resilienza della rete:

  • attivazione di itinerari alternativi già individuati;
  • definizione di procedure comuni tra Paesi per la gestione delle emergenze;
  • istituzione di un sistema digitale condiviso per monitorare i flussi e coordinare le contromisure;
  • richiesta all'Unione europea di riconoscere i valichi alpini come infrastrutture economiche strategiche, con valutazioni preventive sugli effetti delle chiusure;
  • potenziamento del trasporto intermodale per ridurre la dipendenza dalla strada.

Chi rischia di più: lo studio sottolinea che le ricadute non sono soltanto maggiori costi e ritardi nelle consegne: interruzioni prolungate possono compromettere i rapporti commerciali, far perdere clienti e mercati e penalizzare soprattutto le piccole e medie imprese, meno attrezzate per trovare percorsi e soluzioni logistiche alternative.

Aspetti istituzionali e temporali: il contenzioso con l'Austria davanti alla Corte di giustizia Ue potrebbe avere una pronuncia entro la fine dell'anno; nel frattempo, la pianificazione delle nuove infrastrutture e l'adozione di procedure condivise rimangono elementi chiave per ridurre la probabilità di shock economici dovuti a chiusure improvvise.

Conclusione operativa (nota informativa): lo studio invita a passare da analisi a interventi concreti: investimenti in infrastrutture alternative, integrazione digitale dei sistemi di gestione e accordi transnazionali sono indicati come priorità per evitare che la crisi dei valichi si traduca in danni strutturali per l'economia italiana e per le filiere produttive che dipendono dal transito alpino.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 novembre 2026

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