Prodi stuzzica i cronisti con una battuta provocatoria | Ma perché ha paura di rispondere?
Romano Prodi dribbla i cronisti a Bologna con una battuta ironica sulla stampa. Scopri i retroscena dell'evento e le sue riflessioni sulle nuove generazioni! 🎤✨

Prodi e il dribbling alle domande: la polemica con i giornalisti
Bologna, 24 marzo 2025 – "Figurati se parlo con una giornalista, che poi dicono che l’ho stuprata…". Queste le parole sarcastiche di Romano Prodi, ex Premier italiano, che ha scelto di evitare i cronisti al termine di un incontro tenutosi presso la Sala Borsa di Bologna. La frase è diventata virale, suscitando dibattiti e polemiche sui social media e tra gli esperti di comunicazione.
Prodi stava partecipando alla presentazione del libro “Due generazioni, una rivoluzione”, scritto da Valerio Martinelli e Vannino Chiti, insieme alla presidente delle Acli provinciali Chiara Pazzaglia. Al termine dell’evento, il professore, invece di fermarsi a rispondere alle domande dei giornalisti, ha preferito scappare via, accompagnando la sua azione con un’uscita pungente che alludeva a incidenti precedenti con la stampa.
Questa battuta, oltre a strappare qualche sorriso, solleva interrogativi importanti sulla libertà di stampa e sulla relazione tra politici e media. Molti commentatori si sono affrettati a difendere Prodi, tra cui Luca Bottura, che ha dichiarato: "Ha fatto benissimo, falsità". Ma la domanda resta: cosa comporta una simile reazione da parte di un politico di spicco in un contesto democratico?
Durante l’incontro, Prodi ha anche affrontato un tema importante, quello dell’Europa e del suo significato per le nuove generazioni. "Quando parlo coi giovani e dico che l’Europa ha garantito tre generazioni di pace, non frega niente a nessuno," ha affermato, sottolineando la crescente disaffezione dei giovani nei confronti della politica e delle istituzioni europee. Questa nota di amarezza riflette la realtà di un continente che sta affrontando sfide complesse, come la crisi in Ucraina e il nodo dei rapporti con figure politiche controversi come Donald Trump.
L’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, presente all’evento, ha espresso una visione più ottimistica, affermando che "il dialogo tra le generazioni può essere un grande anticorpo alla guerra". Zuppi ha evidenziato l’importanza della memoria storica, ricordando che quest’anno ricorrono gli ottanta anni dalla fine della Seconda guerra mondiale: "Non sono tanti gli anziani a poter raccontare quello che hanno visto," ha concluso, suggerendo che ascoltare le esperienze passate può aiutare a costruire un futuro più pacifico.
In sintesi, l’episodio di Prodi offre uno spaccato interessante sull’attuale clima politico e sociale. La somma di ironia, comunicazione e rifiuto del confronto con i media getta una luce sulla frattura tra politica e società, una questione che meritava e merita una riflessione approfondita in un periodo di cambiamento come quello attuale.