Femminicidi in aumento: il 2025 inizia con un bilancio scioccante di 9 vittime! | È ora di chiedere un cambiamento radicale?
Femminicidi in Italia: già 9 vittime nei primi tre mesi del 2025. Una realtà allarmante che richiede attenzione e cambiamento. 🥺✊💔

Femminicidi in Italia: un triste inizio del 2025 con già 9 vittime
BOLOGNA – La violenza contro le donne non conosce tregua, e neppure questo inizio d’anno sembra promettere un cambiamento. Nel corso dei primi tre mesi del 2025, sono già nove le vittime di femminicidio in Italia, un segno allarmante di una piaga sociale che persiste e si fa sempre più estrema.
L’ultimo caso che ha scosso il paese è quello di Ilaria Sula, il cui corpo è stato ritrovato in una valigia in un dirupo a Roma dopo giorni di ricerche. La giovane donna, di cui non si avevano notizie da otto giorni, è stata uccisa dal suo ex fidanzato, amplificando il dolore e l’indignazione già provocati da casi recenti, come quello di Sara Campanella. Sara, a sua volta, è stata colpita a morte con un coltellata da un giovane ossessionato da lei, che non accettava il suo rifiuto.
Nel solo mese di marzo, gli omicidi di donne per mano di uomini che affermano di amarle sembrano aumentare senza freni. In quasi tutti i casi, gli autori sono compagni, mariti o ex fidanzati delle vittime. Questa drammatica tendenza mette in evidenza un problema radicato nella cultura della nostra società, dove il possesso può trasformarsi facilmente in violenza fatale.
L’elenco delle vittime è lungo e straziante:
- Eliza Stefania Feru, uccisa il 5 gennaio dal compagno che poi si è suicidato.
- Maria Porumbesco, assassinata il 14 gennaio dal marito, che si è tolto la vita dopo l’omicidio.
- Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, strangolata il 25 gennaio dal compagno che ha tentato di mascherare il suo crimine come un "gioco erotico".
- Eleonora Guidi, colpita da venti coltellate l’8 febbraio dal compagno, che dopo ha tentato di suicidarsi.
- Sabrina Baldini Paleni, strangolata il 14 marzo.
- Ruslana Chornenka, uccisa il 21 marzo dal marito, ritrovata dalla figlia.
- Ilaria Sula, trovata il 2 aprile, e infine, Sara Campanella, caduta vittima del suo tormentatore il 31 marzo.
Questi tragici eventi risuonano come un campanello d’allerta per l’intera società. Nonostante il 2024 abbia visto un basso numero di femminicidi (34) rispetto agli anni precedenti, il numero crescente di omicidi ha riacceso il dibattito e la mobilitazione sociale contro la violenza di genere. Il ricordo delle violenze subite da Giulia Tramontano e Giulia Cecchettin ha portato a un "risveglio delle coscienze" e ha alimentato iniziative di sensibilizzazione per affrontare un problema culturale e sociale radicato da troppo tempo.
Le voci di protesta sono sempre più forti, e ci si aspetta che la politica intervenga con soluzioni concrete, in particolare tramite l’educazione affettiva nelle scuole. Tuttavia, l’ombra della violenza continua a offuscare il futuro di molte donne, e senza un intervento immediato e sistematico, questa scia di omicidi potrebbe non fermarsi.
Il messaggio è chiaro: la lotta contro il femminicidio richiede un impegno collettivo e urgente. Fino a quando la società non riconoscerà e affronterà la radice del problema, le storie di sofferenza e morte continueranno a ripetersi, rendendo necessaria una riflessione profonda e un cambiamento culturale duraturo.