Le Pen accusa il sistema di sabotaggio | È davvero in pericolo il voto dei francesi?
Marine Le Pen accusa il sistema di sabotaggio in vista delle elezioni: non permetteremo al popolo francese di essere derubato del diritto di voto! 🇫🇷💥

Le Pen: “Il sistema ha sganciato una bomba nucleare su di me perché vincerò le presidenziali”
ROMA – La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, è tornata a presenziare alle cronache politiche in un clima di accesa battaglia elettorale. Durante una conferenza stampa tenutasi oggi, Le Pen ha ribadito la sua determinazione a non lasciare che le elezioni presidenziali vengano “rubate” e ha denunciato la sua condanna e ineleggibilità, eventi che la costringeranno a rinunciare alla corsa per l’Eliseo.
“Il Rassemblement National non permetterà che al popolo francese vengano rubate le elezioni presidenziali”, ha dichiarato la leader della destra francese, evidenziando l’importanza del diritto di voto nel processo democratico. Le Pen ha descritto il verdetto legale che la riguarda come “una bomba nucleare” sganciata da un sistema che percepisce come minacciato dalla sua ascesa politica. “Se usano un’arma così potente contro di noi, è perché siamo sul punto di vincere le elezioni”, ha aggiunto con veemenza.
Nella sua allocuzione, Le Pen ha anche accusato i tribunali di “interferire” con il processo elettorale, suggerendo che tali azioni compromettono la capacità della Francia di sostenere la democrazia a livello internazionale. L’intento sembra chiaro: esprimere non solo il suo dolore per la situazione attuale, ma anche una forte opposizione verso tutto ciò che considera una manipolazione del sistema.
In un’intervista a margine del suo intervento, Le Pen ha chiarito di non avere intenzione di ritirarsi dalla competizione per la presidenza né di cedere il passo a Jordan Bardella, eurodeputato e figura emergente all’interno del partito. Anche Bardella ha preso parola, sostenendo che il Rassemblement National, pur essendo “in ginocchio” a causa della sentenza, è “ben lungi dall’essere morto”.
“Seguiranno tutte le possibili vie di ricorso, anche se minime”, ha assicurato, evidenziando il forte attaccamento del partito alla lotta per la giustizia nelle sue pratiche elettorali. Bardella ha anche esortato i sostenitori a “indignarsi” e a prepararsi per “mobilitazioni pacifiche” che si terranno nel prossimo fine settimana, manifestando la volontà di non far cadere il spirito di battaglia del Rassemblement National.
Questa intensa escalation di dichiarazioni e avvertimenti segna un punto cruciale nella corsa alle presidenziali francesi, con un clima di tensione che preannuncia una campagna elettorale scossa da profonde polemiche e scontri ideologici. Le parole incendiarie di Le Pen e Bardella potrebbero contribuire a galvanizzare ulteriormente i militanti e gli elettori, ma lascia interrogativi sul futuro del Rassemblement National in un contesto sempre più complesso e competitivo.