Ungheria ossequiosa: saluta Netanyahu e abbandona la Corte dell'Aia | Una scelta che scuote l'Europa!
Ungheria abbandona la Corte dell'Aia mentre accoglie Netanyahu. Scopri le implicazioni politiche di questo storico incontro! 🇭🇺🤝🇮🇱

L’Ungheria annuncia l’uscita dalla Corte dell’Aia durante il vertice con Netanyahu
BUDAPEST – L’Ungheria ha ufficialmente annunciato la sua intenzione di ritirarsi dalla Corte penale internazionale. La notizia è stata comunicata oggi dal capo dello staff del primo ministro ungherese Viktor Orban, Gergely Gulyas, durante la visita a Budapest del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
“L’Ungheria esce dalla Corte penale internazionale. La procedura di risoluzione inizia giovedì, in conformità con il quadro giuridico costituzionale e internazionale”, ha dichiarato Gulyas, segnando un passo significativo nel panorama geopolitico. Questa decisione coincide con il momento in cui Netanyahu, protagonista di controversie internazionali, è stato accolto dall’Ungheria, che ha da tempo manifestato la sua solidarietà nei suoi confronti.
Netanyahu affronta attualmente un mandato d’arresto emesso dalla Corte dell’Aia, relativo a presunti crimini di guerra e contro l’umanità. Le accuse riguardano le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, avviate dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Le criticità principali includono l’interruzione delle forniture di acqua e energia alla popolazione palestinese, causando ingenti sofferenze ai civili.
“Ungheria, primo Paese europeo a infrangere le richieste d’arresto”. Con la decisione di accogliere Netanyahu e il ritiro dalla Corte, Budapest diventa così la prima nazione europea a sfidare apertamente la richiesta di arresto avanzata dalla Corte penale internazionale ai 125 Stati firmatari del Trattato di Roma. Un gesto che avrà sicuramente ripercussioni sulle relazioni diplomatiche e sul già complesso scenario europeo.
L’incontro tra Orban e Netanyahu è indicativo di un rafforzamento dei legami tra Ungheria e Israele, un’alleanza che si allinea con le posizioni sovraniste e nazionaliste di entrambi i leader. Questa mossa non solo rappresenta un cambio di rotta nelle politiche europee nei confronti del diritto internazionale, ma segna anche un momento cruciale per la comunità internazionale, spingendo altri Stati a prendere posizione su questioni simili.
La decisione ungherese di uscire dalla Corte dell’Aia rappresenta un potenziale precedente che potrebbe ispirare altri Paesi a rivedere il loro impegno verso questa istituzione, in un periodo in cui le tensioni geopolitiche continuano a manifestarsi in varie forme nel mondo. Con il crescente isolamento di alcune nazioni rispetto agli organismi internazionali, la questione solleva interrogativi più ampi sulla giustizia globale e sull’impatto delle scelte politiche sui diritti umani.