Referendum, da domani alle urne: come e quando si vota

(Adnkronos) - Domani, domenica 22 marzo, e lunedì 23 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia. Dalle modalità agli orari per votare, ecco tutto quello che c'è da sapere. Il referendum di

A cura di Adnkronos Redazione
21 marzo 2026 07:06
Referendum, da domani alle urne: come e quando si vota -
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(Adnkronos) - Domani, domenica 22 marzo, e lunedì 23 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia. Dalle modalità agli orari per votare, ecco tutto quello che c'è da sapere. 

Il referendum di questo marzo 2026 è un referendum costituzionale confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Questo strumento entra in gioco quando una legge di revisione costituzionale viene approvata dal Parlamento senza raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti in entrambe le Camere. In tali casi, la Costituzione stabilisce che la riforma possa essere sottoposta al giudizio diretto degli elettori, chiamati a confermarla o respingerla. 

La consultazione non introduce nuove proposte, ma chiede ai cittadini di pronunciarsi su un testo normativo già definito, approvato dal Parlamento e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 

Nel caso specifico, la riforma della giustizia è stata approvata nel 2025, ma non ha superato la soglia dei due terzi. Di conseguenza, l’iter costituzionale si completa con il passaggio referendario. Se prevarrà il SÌ, la legge costituzionale entrerà in vigore; se prevarrà il NO, il testo sarà definitivamente respinto. 

Questo meccanismo rafforza il ruolo del corpo elettorale nei momenti di revisione della Carta fondamentale, trasformando il referendum in uno strumento di legittimazione democratica su temi che incidono sull’architettura dello Stato. Non si tratta, quindi, di una consultazione occasionale, ma di un passaggio che segna il rapporto tra Parlamento, Costituzione e cittadini. 

Sulla scheda gli elettori troveranno questo quesito: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?" 

A differenza dei referendum abrogativi, il referendum costituzionale non prevede alcun quorum di partecipazione. Il risultato è valido indipendentemente dal numero di votanti, rendendo ogni voto espresso politicamente e giuridicamente rilevante.  

Il Parlamento, con l’approvazione definitiva della legge costituzionale del 30 ottobre 2025, ha introdotto la cosiddetta “riforma della separazione delle carriere dei magistrati” ma, poiché in seconda lettura non è stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, la legge può essere sottoposta a referendum confermativo, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. 

Nello specifico, la legge prevede per i magistrati due carriere separate: una per i magistrati giudicanti e una per quelli requirenti, ciascuna con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura. La riforma incide in modo diretto sugli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Carta costituzionale e introduce una distinzione formale e funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente. 

In altri termini, “separazione delle carriere” significa che i giudici e i pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo, la magistratura ordinaria, e che condividevano il medesimo Consiglio Superiore della Magistratura, ora, con la riforma, avranno propri organi di autogoverno, autonomi e indipendenti: 

▪ il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante, competente per i giudici; 

▪ il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. 

Ognuno di questi organi sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una propria composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, mentre un terzo sarà formato da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento. 

La riforma introduce anche un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, che sarà composta da quindici giudici, scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, e che avrà il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza. 

In particolare, i quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare saranno: tre giudici nominati dal Presidente della Repubblica, scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; tre giudici estratti a sorte da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; nove magistrati (appartenenti sei alla carriera giudicante e tre alla carriera requirente) selezionati per sorteggio tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. 

La legge prevede anche l’elezione del presidente dell’Alta Corte disciplinare tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato. 

Le modalità di voto seguono le regole ordinarie dei referendum costituzionali. In Italia, gli elettori possono recarsi al proprio seggio, muniti di un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale 

La scheda presenta il quesito referendario e consente di scegliere tra SÌ e NO. Sul sito del Viminale è possibile visionare il fac-simile della scheda che verrà consegnata agli elettori. 

Gli elettori con disabilità che non possono esercitare autonomamente il voto possono essere accompagnati in cabina da una persona di fiducia iscritta nelle liste elettorali di qualsiasi comune. 

I cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire votano per corrispondenza, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. È prevista anche l’opzione di votare in Italia, previa comunicazione entro i termini stabiliti ai consolati di riferimento. 

Si vota domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle 23, e lunedì 23 marzo, dalle ore 7 alle 15. 

 

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