Va in stand by il movimento civico per le riforme IoCambio: "Quella per il premierato sarà interrotta per anni"
(Adnkronos) - Il movimento civico Io Cambio si prende una pausa. Lo annuncia in una lunga lettera ai propri iscritti Nicola Drago, ceo dell'azienda di famiglia De Agostini Editore e fondatore dell'associazione apartitica e indipendente c
(Adnkronos) - Il movimento civico Io Cambio si prende una pausa. Lo annuncia in una lunga lettera ai propri iscritti Nicola Drago, ceo dell'azienda di famiglia De Agostini Editore e fondatore dell'associazione apartitica e indipendente che ambiva ad aggiustare l'Italia con riforme istituzionali volte a garantire stabilità dei governi e senso di responsabilità della classe politica. "A un mese e mezzo dalla vittoria del NO al referendum sulla giustizia - scrive - vorrei condividere con voi alcune riflessioni, confermando le impressioni espresse a caldo nei giorni immediatamente successivi al voto. Il metodo di riforma della costituzione 'a colpi di maggioranza' non funziona. E non funziona per una ragione molto semplice: lo schieramento proponente, anche quando porta avanti una proposta credibile, magari non perfetta ma generalmente corretta e genuinamente riformatrice, al dunque si trova troppo solo".
Secondo Drago, "il cammino delle riforme istituzionali (e del premierato in particolare, progetto come sapete ben più ambizioso e impervio della riforma della giustizia) sarà interrotto per parecchio tempo, probabilmente per alcuni anni". L'imprenditore, che con iocambio avrebbe ambito a salvare il Paese così come l'azienda di famiglia di cui negli ultimi dieci anni ha curato salvataggio e rilancio ottenendo il premio Ey Imprenditore dell'Anno 2021, rileva che "al momento della resa dei conti, cioè al referendum" lo schieramento proponente di fronte a sé ha trovato "un fronte molto ampio e composito: non solo tutta l’opposizione, che in queste circostanze ritrova una compattezza irraggiungibile durante le elezioni politiche, ma anche i delusi dal governo, e ancora una parte degli astenuti abituali - che si ridestano contro il metodo o contro il merito della proposta -, i timorosi del cambiamento, che nel dubbio preferiscono lasciare tutto com’è; e infine tutti coloro che considerano la nostra la costituzione la più bella del mondo, categoria ancora molto folta nel Paese".
"Fare i conti esatti della numerosità delle varie componenti è difficile - constata con rammarico Drago - ma il buon senso e la statistica degli ultimi vent’anni confermano che il fronte degli oppositori è strutturalmente più forte di quello dei proponenti. Non a caso, gli ultimi tre tentativi che hanno seguito questa strada sono tutti falliti: Berlusconi con l’aggiornamento della forma di governo nel 2006, Renzi con il superamento del bicameralismo perfetto nel 2016, e ora Meloni con la separazione delle carriere dei giudici nel 2026". "In questi anni abbiamo investito tempo e risorse, ottenendo risultati che mai avremmo immaginato". "Come associazione, dobbiamo ora capire come e verso quale scopo indirizzare le energie e la piattaforma che abbiamo costruito in questi anni. È una risposta che richiederà qualche mese di riflessione", conclude.