Stefania Sandrelli compie 80 anni, storia di un'icona nata con la Repubblica
(Adnkronos) - Stefania Sandrelli compie oggi, venerdì 5 giugno, 80 anni. Un giornale francese negli Anni 60 la definì "colei che turba senza mai svestirsi". Lo scrittore Alberto Moravia disse che "quando cammina, sparge sesso". Mentre il cantautore Gin
(Adnkronos) - Stefania Sandrelli compie oggi, venerdì 5 giugno, 80 anni. Un giornale francese negli Anni 60 la definì "colei che turba senza mai svestirsi". Lo scrittore Alberto Moravia disse che "quando cammina, sparge sesso". Mentre il cantautore Gino Paoli la paragonò all'acqua perché "niente la cambia, niente la può cambiare. È pulita. È una che non ha nessuna sovrastruttura. È quella che è e basta, e la cosa più straordinaria è di ritrovarla sempre così". Tre modi diversi per dire la stessa cosa: Stefania Sandrelli non ha mai avuto bisogno di esibire nulla. La sua sensualità è sempre passata per ironia e garbo. Anche nelle scene di nudo o di sesso, la sua grazia - quell’ingenuità luminosa, quella innocenza che non è mai posa - è rimasta intatta.
Un'icona che è nata con la Repubblica, nel 1946, e che oggi, venerdì 5 giugno, spegnerà 80 candeline. E l’Italia continua a guardarla con lo stesso sentimento con cui l’ha accolta fin dagli esordi: un misto di affetto, ammirazione e riconoscenza. Da più di sessant’anni attraversa l’immaginario senza mai perdere naturalezza, diventando una presenza familiare e unica. È l’attrice che ha saputo incarnare epoche diverse restando fedele a una grazia tutta sua: spontanea, luminosa, mai costruita. Scoperta giovanissima da Pietro Germi, ha attraversato più di sei decenni di set lavorando con Scola, Bertolucci, Comencini, Virzì e Sorrentino: una carriera che ha coinciso con l’evoluzione stessa dell’immaginario nazionale. Ma oltre alla storia, c’è il mito: Sandrelli ha insegnato all’Italia una femminilità libera, naturale, mai addomesticata, capace di turbare senza mai essere 'troppo'.
E non solo. Attraverso i suoi ruoli, ha incarnato i cambiamenti culturali, le battaglie per i diritti e le trasformazioni sociali del Paese, diventando una cronista visiva della storia contemporanea italiana. Film come 'Divorzio all'italiana' (1961) e 'Sedotta e abbandonata' (1964) di Pietro Germi criticavano aspramente il delitto d'onore e il patriarcato. È stata poi l'icona della giovane ribelle in 'C'eravamo tanto amati' (1974) di Ettore Scola, che ha raccontato le speranze, le delusioni e gli ideali politici della generazione del dopoguerra. Con 'La chiave' (1983) di Tinto Brass, ha segnato una svolta epocale rompendo i tabù sul corpo femminile e sulla liberazione sessuale delle donne adulte, in un'Italia che cercava di scrollarsi di dosso il bigottismo.
Nel corso della sua carriera ha interpretato donne forti, ironiche e indipendenti in film come 'La famiglia' (1987) di Scola e 'Speriamo che sia femmina' (1986) di Mario Monicelli, affrontando i cambiamenti nella struttura familiare, il divorzio e la capacità delle donne di autodeterminarsi al di fuori della figura maschile. Di recente, ha recitato in 'Parthenope' di Paolo Sorrentino, il personaggio incarna l'essenza stessa della giovinezza, del mito e di Napoli. Sandrelli ha interpretato la protagonista nella sua versione matura attraverso cui ha messo in luce una prospettiva di disincanto e riconciliazione con il passato incarnando un ritratto malinconico sul tempo che scorre, sui rimpianti e su nuove consapevolezze.
Sandrelli ha brillato anche in televisione, trovando due ruoli che hanno parlato a generazioni diverse senza mai tradire la sua cifra: la naturalezza. Ne 'Il maresciallo Rocca' (Rai) è stata Margherita Rizzo, la compagna del celebre personaggio incarnato da Gigi Proietti: una donna forte e moderna che non ha fatto fatica a conquistare il pubblico. Mentre ne 'Una grande famiglia' (Rai) ha dato voce e corpo a Eleonora Rengoni, la matriarca: autorevole senza durezza, forte senza arroganza, il baricentro emotivo di una saga basata su legami, fratture, riconciliazioni in cui moltissime famiglie italiane si sono riconosciute.
Una carriera densa, piena e indimenticabile che le ha lasciato spazio anche per l’amore. Stefania Sandrelli ha sempre detto di essersi innamorata "sul serio solo tre volte". Il primo amore è stato Gino Paoli, il cantautore genovese morto lo scorso 24 marzo. Si sono incontrati nei primi Anni 60 alla Bussola in Versilia: lei aveva quindici anni, lui trenta ed era già sposato. È stato un colpo di fulmine travolgente - "Avevo l’impressione di vivere una storia da guardare al cinema [...] Abbiamo fatto l'amore in cima alla Basilica San Pietro, sulla scala verso la cupola", ha raccontato Sandrelli a 'Belve' - e anche scandaloso per l’epoca per la differenza d'età. Da quell’amore è nata Amanda. È una relazione intensa, segnata anche dal drammatico tentativo di suicidio di Paoli nel 1963 - si è sparato un colpo di pistola e il proiettile gli rimase vicino al cuore per tutta la vita - ma destinata a trasformarsi in un legame profondo e duraturo. A lei il cantautore ha dedicato 'Una lunga storia d’amore', scritta per il film 'Una donna allo specchio' del 1984, interpretato proprio dalla Sandrelli.
Il secondo grande amore è stato Nicky Pende, l’unico marito. Si sono sposati nel 1972: lei ha 25 anni, lui 28, medico affascinante e volto noto della mondanità romana. Nel 1974 è nato il figlio Vito, oggi chirurgo. Il matrimonio però non ha avuto una lunga vita: due anni dopo è arrivata la separazione, per incompatibilità caratteriali.
Infine, l’amore che dura ancora oggi: Giovanni Soldati. "Non potrei vivere senza di lui. Quando ci siamo conosciuti, mi lamentavo per come andavano le cose con Nicky, piangevo sulla sua spalla. Giovanni è stato tenacissimo", aveva dichiarato Sandrelli in una vecchia intervista a 'Specchio'. Un amore nato dall'amizia: "Dopo che hai pianto sulla sua spalla e lui sulla tua, è la forma più rassicurante d’amore”, ha raccontato. Oggi compie 80 anni e, come cantava Gino Paoli, resterà per il cinema e per il pubblico "una lunga storia d’amore" destinata a non conoscere mai la parola fine. (di Lucrezia Leombruni)
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Verificato il: 05 giugno 2026