Riconoscimento facciale: rinviato il voto in commissione Affari Ue alla Camera dopo le proteste dell'opposizione
La commissione rinvia il voto dopo l'abbandono dell'Aula da parte delle opposizioni; Governo e Garante chiedono tutele e rispetto delle norme Ue.
Il voto della commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo sul riconoscimento facciale è stato rinviato oggi dopo che i deputati di opposizione hanno lasciato l'Aula in segno di protesta. Il rinvio è avvenuto mentre il provvedimento era all'esame per il parere nelle commissioni della Camera, dopo il via libera arrivato ieri dalla commissione Politiche Ue del Senato.
Le opposizioni — M5S, Pd e Avs — hanno motivato l'abbandono denunciando il rischio di una profilazione di massa e accusando la maggioranza di tentare un «blitz» per accelerare l'esame prima delle audizioni informali già programmate. La maggioranza e l'esecutivo, al contrario, hanno difeso la normativa sostenendo che il testo garantisce il rispetto delle norme europee e delle garanzie costituzionali.
Fonti di Palazzo Chigi hanno ribadito che l'Italia "continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall'AI Act", sottolineando come il Governo intenda mantenere una linea di sviluppo dell'intelligenza artificiale «centrata sull'uomo e governata dall'uomo». Le stesse fonti hanno indicato che l'Italia si pone all'avanguardia nella governance dell'IA e che la verifica delle garanzie costituzionali spetta all'autorità giudiziaria.
Le norme chiave dello schema di decreto
- Riconoscimento in tempo reale: vietato in via generale negli spazi pubblici, con eccezioni tassative per motivi quali la prevenzione di minacce terroristiche o la ricerca di persone scomparse.
- Riconoscimento ex-post: ammesso soltanto a seguito della commissione di un reato e subordinato a un decreto motivato dell'autorità giudiziaria.
- Conservazione dei dati: le informazioni biometriche rilevate da impianti di videosorveglianza in aree sensibili possono essere conservate per un massimo di 7 giorni (con cancellazione automatica in assenza di reati); i registri informatici delle operazioni (log) dovranno essere mantenuti per 5 anni.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso un parere sostanzialmente favorevole, definendo lo schema coerente con la necessità di un sistema nazionale di governance e vigilanza sull'intelligenza artificiale e designando il Garante quale autorità di vigilanza per i sistemi di IA ad alto rischio nei settori sensibili (giustizia, attività di contrasto, immigrazione, gestione delle frontiere, processi democratici). Tuttavia, il Garante ha posto condizioni per rafforzare le tutele dei diritti delle persone.
Tra le principali richieste, il Garante chiede di riconoscergli il potere di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche al pari delle altre autorità competenti per l'IA; di chiarire le regole relative all'applicazione delle sanzioni previste dal Codice privacy; e di essere coinvolto nelle attività dello Spazio di sperimentazione italiano per l'intelligenza artificiale. Sul punto cruciale dei dati biometrici, il Garante osserva che il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici non è coerente con l'AI Act: l'elaborazione dovrebbe avvenire solo sulle registrazioni già acquisite e in presenza di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e preventive.
Inoltre, il Garante chiede che le disposizioni relative all'identificazione biometrica previste dal nuovo articolo 359-ter del codice di procedura penale includano l'espresso divieto di utilizzare banche dati ottenute mediante tecniche di scraping indiscriminato o in violazione della normativa sulla protezione dei dati personali.
Sul piano parlamentare, oltre al rinvio odierno in commissione Affari europei della Camera, proseguono gli altri passaggi: le commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato hanno avviato l'esame per i rispettivi pareri e, secondo quanto si apprende, al momento la relativa istruttoria procede senza rinvii. Restano inoltre programmate audizioni informali che le opposizioni chiedono vengano svolte prima del voto finale.
La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico temi sensibili legati alla sicurezza, alla tutela della privacy e ai limiti dell'uso delle tecnologie biometriche negli spazi pubblici. Il provvedimento, se approvato, potrebbe ridefinire il quadro normativo italiano sull'IA e la videosorveglianza, con impatti su diritti fondamentali e modalità di controllo, mentre gli osservatori attendono ora le prossime date d'esame e le eventuali modifiche richieste dall'Autorità garante e dalle commissioni parlamentari.
Fact Check
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Verificato il: 30 luglio 2026