Milo Infante da lunedì su Rete4 e Canale5: "La vera informazione oggi è su Mediaset, e se fallisco sarà colpa mia"

(Adnkronos) - "Oggi la grande informazione la sta facendo Mediaset". Inizia da qui Milo Infante per raccontare, in un'intervista con l'Adnkronos, il suo approdo a Cologno Monzese tra ambizioni, responsabilità, libertà editoriale e anche qualche no

A cura di Adnkronos Redazione
22 agosto 2026 09:59
Milo Infante da lunedì su Rete4 e Canale5: "La vera informazione oggi è su Mediaset, e se fallisco sarà colpa mia" -
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(Adnkronos) - "Oggi la grande informazione la sta facendo Mediaset". Inizia da qui Milo Infante per raccontare, in un'intervista con l'Adnkronos, il suo approdo a Cologno Monzese tra ambizioni, responsabilità, libertà editoriale e anche qualche nostalgia.  

Da lunedì prossimo, 24 agosto, il giornalista, dopo oltre 20 anni in Rai, farà il suo debutto ufficiale sulle reti del Biscione: sarà in onda con 'Ore 11' ogni mattina alle 10,50 circa su Rete 4 e con 'Verità Nascoste – Il Diario' alle 16.45 su Canale 5 per due settimane (fino al 4 settembre) che serviranno da lancio per 'Verità Nascoste', il suo nuovo programma di approfondimento incentrato sulla cronaca che andrà in onda dal primo settembre in prime time ogni martedì su Rete4. 

Come stai affrontando questo esordio? 

“Con lo spirito di una scommessa importante, di un lavoro che debutta il 24 agosto ma sarà un lavoro lungo, un lavoro che si svilupperà negli anni, non nei giorni o nelle settimane. Parte con questa sperimentazione della mattina, che per noi è appunto una sperimentazione, e vede nella prima serata invece il programma su cui contiamo di investire tanto, nel senso di lavoro, di concentrazione, di obiettivo. Perché il martedì è un giorno molto complicato per l’informazione, non è un giorno semplice.” 

Ti preoccupa la controprogrammazione del secondo giorno della settimana, dove ti scontrerai con pietre miliari come 'diMartedì'? 

“Certo che sono preoccupato, c’è una controprogrammazione molto forte e quindi l’obiettivo sarà riuscire a ricavarci il nostro spazio, cosa che peraltro abbiamo fatto anche nel passato. Prima di 'Ore 14' non c'era 'Ore 14', non è che noi con un reattore cisterna siamo arrivati il giovedì dove c’era il deserto dei tartari. Il giovedì avevamo contro Paolo Del Debbio, La7 con 'Piazza Pulita', Geppi Cucciari su Rai3, addirittura 'Don Matteo' e altre serialità importanti su Rai1. Quindi insomma...”. 

Arrivi a Mediaset con tre programmi. Il tuo modo di raccontare l’attualità resterà quello di Milo Infante o cambierà per adattarsi al nuovo contesto? 

“Credo che le due cose coincidano. Io non mi sono mai posto il problema di stile Rai, stile Mediaset… lavoravo in Rai con lo spirito del giornalista corretto, deontologico. Quando sono passato a Mediaset tanti amici mi hanno detto: guarda che tu incarni lo spirito e la linea di Mediaset. Quindi una linea che evidentemente coincide con la mia. Non credo che farò uno sforzo per adattarmi, credo che le due cose in questo momento siano coincidenti.” 

In Rai hai detto che "alcune cose non si potevano fare". Qui ti senti più libero? 

“La libertà che c’è a Mediaset è una libertà nota. Più che di libertà però parlerei di coraggio di sperimentare. Sono entrato in un grande gruppo che ha il coraggio di sperimentare, che ha il coraggio di esserci, perché è un’informazione che non si spegne mai, che è presente d’estate, d’inverno, a Natale, a Capodanno. È una macchina organizzativa davvero impressionante, e lo dico venendo dalla Rai. Il fatto di restare accesi con tutti i programmi anche ad agosto è uno sforzo produttivo veramente imponente.” 

Studio e grafiche di 'Ore 11': rottura o continuità con ‘Ore 14’? 

“Non c’è stato questo pensiero. Gli studi sono ovviamente diversi, le scenografie ovviamente diverse, le grafiche si differenziano. Ma alla fine il programma è fatto dal conduttore e dalle scelte autoriali, dai contenuti più che dalla forma. Fermarsi al titolo, o alle grafiche, è poca cosa. ‘Ore 11’ è un titolo funzionale perché dichiara un appuntamento che non c’era prima. Ma un programma lo devi giudicare dai contenuti.” 

Porterai con te gli opinionisti di ‘Ore 14’? 

“Tutti quelli di ‘Ore 14’ che hanno voluto seguirmi, tutti dal primo all’ultimo. La telefonata standard è stata: non pensare di andartene senza di me. Ci faranno compagnia, tra gli altri, oltre a Monica Leofreddi, anche Alessia Lautone, Antonio De Rensis, Sarah Viola, Emiliano Bezzon, Giuseppe Guastella, Saverio Macrì.. tutte le persone che ci hanno accompagnato negli ultimi anni.” 

Il 'temporary show' su Canale 5 per presentare 'Verità Nascoste', un lancio raro e prezioso. Come lo vivi? 

“'Temporary show' è meraviglioso (ride). Ti fa capire quanto l’editore, quanto Pier Silvio Berlusconi, quanto la direzione dell’informazione creda nei progetti. Arriva un conduttore che non è conosciuto dal pubblico di Mediaset, arriva con impegni importanti, arriva in un momento in cui non c’è in onda il programma dell’informazione di Canale 5 ('Dentro la notizia' con Gianluigi Nuzzi, che tornerà regolarmente il 7 settembre, ndr.). Cosa fa un editore illuminato? Usa uno spazio di palinsesto per lanciare un progetto nuovo di prima serata e un programma nuovo nel daytime. È un’idea geniale.” 

Essere anche condirettore di VideoNews ti rende più autonomo? 

“No, non mi sento più libero di prima. Mi sento di essere entrato in una famiglia che ha voluto valorizzare il mio ruolo. Mauro Crippa (il Direttore Generale dell’informazione e della Comunicazione Mediaset, ndr.) mi ha prospettato un percorso di crescita, non il talent che arriva e dice: vabbè, io conduco il programma. È stato il punto di forza della trattativa con Mediaset.” 

Hai paura dell’effetto “volto Rai”, che in passato ha penalizzato altri? 

“No, non l’ho pensato. Se dovesse andare male la prima serata, il problema è mio, non è un problema di riconoscibilità Rai o Mediaset. Il fallimento sarà mio, avrò sbagliato temi, ospiti, argomenti, narrazione. Non credo nel fatto di dire: eri troppo Rai, quindi a Mediaset non funzioni". 

Che esito ti auguri per la vicenda Report? 

“Spero che facciano la scelta più giusta. Ricordiamoci che Ranucci è parte lesa, vittima di un attentato. Però, quello che dico è che devi sapere con chi ti attovagli… quando ti siedi con una persona, se poi questa persona ti tradisce, devi guardarti dentro. Noi abbiamo una grande responsabilità: stare attenti a chi frequentiamo.” 

Perché dopo 20 anni in Rai hai detto che Mediaset "è un punto di arrivo"? 

“Dopo aver visto una Rai che è cambiata negli ultimi anni, guardare Mediaset per me è stato guardare un punto di arrivo. Oggi la grande informazione la sta facendo Mediaset. Questo non vuol dire che la Rai domani non possa tornare a farla. Ma oggi, se devo guardare l’informazione, guardo Mediaset.” 

Cosa ti piace già di Mediaset? 

“Che al centro c’è il prodotto. Se hai un’esigenza, c’è una squadra che lavora per il prodotto, cosa che ultimamente ho faticato a trovare in Rai. Non c’è tutta la burocrazia che c'è lì. La Rai oggi è divisa in comparti che spesso non si parlano, l’esigenza della produzione a volte non trova riscontro in una pronta reazione.” 

E cosa ti mancherà della Rai? 

“I tantissimi colleghi con i quali ho lavorato benissimo. Mi mancheranno operatori, registi, direttori della fotografia, tanti amici grazie ai quali ho potuto fare ‘Ore 14’. Non c’è mai stata una richiesta che ho fatto che non sia stata supportata in pieno.” 

Guarderai la prima puntata di ‘Ore 14’ su Rai2? 

“No, non credo. Ma solo perché io guardo poca televisione… guardo le serie, spesso crime, sulle piattaforme. E poi spero a quell’ora di avere le gambe sotto il tavolo per pranzo, cosa che non mi capita da anni...”, conclude sorridendo. (di Ilaria Floris) 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 22 agosto 2026

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