Mps, lo scetticismo del mercato e i nodi da sciogliere sulla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali

(Adnkronos) - Ci sono molte cose da chiarire e da capire nella doppia offerta pubblica di scambio che Luigi Lovaglio, amministratore delegato della banca senese ha appena presentato alla comunità finanziaria. La reazione del mercato è stata piutto

A cura di Adnkronos Redazione
21 agosto 2026 20:29
Mps, lo scetticismo del mercato e i nodi da sciogliere sulla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali -
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(Adnkronos) - Ci sono molte cose da chiarire e da capire nella doppia offerta pubblica di scambio che Luigi Lovaglio, amministratore delegato della banca senese ha appena presentato alla comunità finanziaria. La reazione del mercato è stata piuttosto esplicita. Non perché manchi di ambizione. Al contrario. Il punto è che sembra prevalere più la necessità di difendere Mps da Intesa Sanpaolo rispetto alla realizzazione di un vero piano industriale. È una differenza importante. E dovrebbe essere il primo punto su cui gli azionisti di Mps sono chiamati a interrogarsi. Lovaglio sostiene che non si tratti di una semplice contromossa, ma della costruzione di un nuovo campione nazionale. Ma un campione nazionale non nasce mettendo contemporaneamente sul tavolo 25,3 miliardi per Banco BPM e 8,7 miliardi per Banca Generali, dopo avere appena acquisito Mediobanca. Nasce da un serio piano industriale. E qui il progetto ha diversi aspetti da chiarire. 

Mps, come ha spiegato anche Equita, dovrebbe fare tre cose: 1) integrare Mediobanca, 2) incorporare Banco BPM, 3) acquisire Banca Generali. Tre operazioni. Tre aziende. Tre processi di integrazione. Un progetto con un apparente rischio di esecuzione più alto rispetto a quello proposto da Intesa Sanpaolo. Il primo nodo da sciogliere è Banco Bpm. Mps di fatto ha presentato un progetto di integrazione che solo poche settimane fa si è arenato davanti all'opposizione del primo azionista del Banco, il Crédit Agricole titolare del 29,3%. Quali nuove carte avrebbe oggi Lovaglio per tornare alla carica? Mps sta forzando una trattativa che l’azionista ha già fatto capire di non apprezzare. Poi c’è Banca Generali. Perché mai Generali dovrebbe rinunciare al controllo di una delle sue attività più pregiate, ricevendo in cambio azioni Mps? Nel precedente progetto Mediobanca-Banca Generali presentato da Nagel, il Leone avrebbe ricevuto azioni proprie. Questa volta riceverebbe carta Mps. Perché Generali dovrebbe preferire di diventare azionista di una pur grande banca commerciale piuttosto che conservare il controllo di Banca Generali?  

E c’è un altro aspetto da capire. Mps possiede, attraverso Mediobanca, circa il 13,2% di Generali. Quella partecipazione è un asset strategico: diversifica gli utili, riduce la dipendenza dal margine d’interesse e beneficia del trattamento patrimoniale previsto dal Danish Compromise. Cederla significa, in sostanza, vendere un asset strategico per pagare una cedola extra. Mps promette circa 2,6 miliardi di sinergie annue e un ritorno straordinario agli azionisti di 4 miliardi. Numeri impressionanti. Le sinergie bisogna però prima realizzarle. E per realizzarle occorre integrare tre banche mentre se ne sta già integrando una quarta. Questo è il punto che il mercato dovrebbe pesare con maggiore attenzione. Il rischio di esecuzione è enorme. 

E c’è poi il nodo dei grandi azionisti: Delfin, Francesco Gaetano Caltagirone, il Tesoro. Tutti protagonisti di un risiko nel quale gli incroci azionari possono avere un un peso importante. E allora viene spontaneo chiedersi se stiamo ancora parlando soltanto del futuro di Mps oppure anche dei nuovi equilibri del sistema bancario. Quando un'operazione è finalizzata contemporaneamente a costruire un nuovo gruppo bancario, a difendere una banca da un'acquisizione e a preservare gli attuali equilibri azionari e manageriali, il confine tra strategia industriale e di difesa diventa molto sottile. E il mercato non può trascurare questo aspetto. Il cda ha approvato la doppia operazione con l'astensione di quattro consiglieri di minoranza: Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra e Paola De Martini. A favore si è espresso solo Corrado Passera. Tutti punti da non trascurare che assieme assumono un valore su cui il mercato è chiamato a prestare la massima attenzione. 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 21 agosto 2026

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