Potere d’acquisto al centro del Cnpr Forum: governo, opposizioni e professionisti a confronto
A Napoli il dibattito sul costo della vita: proposte fiscali, interventi energetici e misure per famiglie e imprese in vista dell’autunno.
Al Cnpr Forum di Napoli il tema dominante è stato il potere d’acquisto, indicato dai relatori come la vera sfida dell’autunno. L'evento, promosso dalla cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili e presieduto da Luigi Pagliuca, ha messo a confronto esponenti di maggioranza, opposizione e professionisti sui rimedi da adottare per famiglie e imprese.
Nel panel introduttivo Andrea Mascaretti (Fratelli d'Italia), membro delle commissioni Bilancio e Lavoro, ha rivendicato i risultati del governo: riduzione del cuneo fiscale, taglio delle aliquote Irpef e record occupazionale con oltre 63% di occupati e un +8,7% dei contratti a tempo indeterminato. Mascaretti ha inoltre ricordato investimenti nel settore sanitario per 143 miliardi e un Piano Casa da 10 miliardi in 10 anni per 100mila alloggi, sottolineando la necessità di agire sul costo dell’energia per sostenere le imprese.
Proposte a confronto
Dal fronte dell'opposizione Antonio Misiani (Partito Democratico) ha definito la situazione «preoccupante»: l'inflazione è salita al 3,3%, i salari reali sono fermi o in diminuzione e risultano inferiori del 6,1% rispetto a cinque anni fa, secondo dati Ocse. Misiani ha chiesto misure più robuste, non proroghe temporanee, proponendo potenziamento del bonus sociale luce e gas, voucher per chi lavora con l'auto e aiuti mirati ad agricoltura e trasporti. Ha inoltre indicato come possibile fonte di risorse gli extra profitti delle società energetiche.
Vito De Palma (Forza Italia), dalla commissione Finanze della Camera, ha posto al centro l'aiuto al ceto medio: proposte includono estendere l'aliquota del 33% fino a 60.000 euro, azzerare la tassazione sulla tredicesima, introdurre una flat tax incrementale, e misure come il cashback sanitario e l'eliminazione del bollo auto. De Palma ha difeso la necessità di sostenere chi crea occupazione evitando aumenti di pressione fiscale.
Marianna Ricciardi (M5S) ha invitato a guardare oltre l'inflazione: i salari reali sarebbero scesi dell'8,6% rispetto al 2019, ha citato l'Istat. Ricciardi ha chiesto misure strutturali quali l'introduzione di un salario minimo legale, sostegni diretti alle famiglie, riduzione della pressione fiscale sui redditi bassi e medi e la riforma della giungla contrattuale. Sull'energia, ha chiesto interventi a livello europeo per separare il prezzo dell'elettricità da quello del gas e un Pnrr per l'energia e l'autoconsumo.
Il punto di vista dei professionisti è stato portato da Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell'Odcec di Bari, che ha evidenziato come per milioni di famiglie settembre significhi affrontare spesa scolastica, affitti e bollette, con pensionati e redditi fissi tra i più colpiti. Borracci ha chiesto maggiori risorse pubbliche per difendere il potere d’acquisto e interventi a sostegno della competitività delle imprese senza generare nuove spinte inflazionistiche.
Paolo Longoni, commercialista e consigliere dell'Istituto nazionale esperti contabili, ha indicato come priorità la defiscalizzazione e la riduzione strutturale del cuneo fiscale, proponendo di ampliare il taglio di contributi e ritenute per le fasce medio-basse e misure specifiche per redditi troppo bassi per essere assoggettati a imposizione. Longoni ha inoltre suggerito meccanismi per incentivare il rinnovo dei contratti collettivi e riallineare le retribuzioni all'inflazione accumulata.
Il dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, ha messo in evidenza un duplice consenso: la necessità di agire sul fronte dell'energia per ridurre i costi sistemici e l'urgenza di misure fiscali o di trasferimento dirette a sostenere le famiglie più fragili. Sulle soluzioni concrete permangono divisioni nette tra chi punta su interventi fiscali strutturali e chi reclama misure di contrasto agli aumenti energetici e redistribuzione mirata.
Durante il Forum è emersa chiaramente la pressione del calendario politico ed economico: con l'autunno alle porte, partiti e professionisti hanno indicato priorità diverse ma condividono l'urgenza di risposte per evitare che il calo del potere d'acquisto si traduca in ulteriore rallentamento dei consumi e ripercussioni sulla ripresa economica.
Fact Check
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Verificato il: 14 settembre 2026