“Basta morti, facciamo rumore”: la Cgil protesta a Bologna dopo la morte dell’operaio investito in A14

Elmetti battuti sull'asfalto e due ore di sciopero davanti alla sede di Autostrade: i sindacati chiedono verità e più sicurezza dopo la morte di Ruslan Railean.

A cura di Redazione Redazione
01 ottobre 2026 19:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
“Basta morti, facciamo rumore”: la Cgil protesta a Bologna dopo la morte dell’operaio investito in A14 -
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A Casalecchio, alle porte di Bologna, si è svolto oggi un presidio davanti alla sede di Autostrade per l'Italia (Aspi): gli operai hanno battuto gli elmetti sull'asfalto e partecipato a due ore di sciopero indette dalla Cgil con le sigle di categoria Fillea e Filt dopo la morte di Ruslan Railean, 45 anni, investito sabato sera mentre lavorava lungo la A14.

Dal presidio la richiesta principale è stata netta: "Basta morti, facciamo rumore". L'iniziativa ha coinvolto sia i lavoratori dei cantieri edili sia quelli di Aspi e dei cantieri del tram, che si sono fermati per protestare contro le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Secondo Luca Simonazzi, segretario della Fillea bolognese, la tragedia è legata a un appalto diretto di Aspi: "Sarà compito della magistratura fare chiarezza ma sappiamo che era un appalto diretto di Aspi". Simonazzi ha poi ricordato che si tratta del settimo incidente in un anno e mezzo in cui un lavoratore viene investito sulle autostrade.

Per Michele Bulgarelli, segretario della Cgil di Bologna, "ci sono scioperi che si vorrebbe non fare ma che dobbiamo fare"; Bulgarelli ha annunciato che la Cgil sarà parte civile nel procedimento giudiziario per ottenere "verità e giustizia per i familiari, per i colleghi e per tutto il mondo del lavoro". Ha inoltre segnalato la disponibilità dell'assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, a un confronto sui temi del lavoro e della sicurezza.

Dati e richieste sindacali

I sindacati hanno portato dati allarmanti: secondo il conteggio citato dall'operaio in pensione Carlo Soricelli, al 30 settembre si registrano 1.074 morti sul lavoro nel solo 2026, di cui 865 nei luoghi di lavoro, con un aumento del 12% rispetto al 2025. Queste cifre sono state definite dal sindacato "un quadro da disastro" e usate per sollecitare interventi immediati.

Presenti anche rappresentanti politici: Enrico Di Stasi (segretario del Pd bolognese) ha chiesto più controlli, formazione e responsabilità chiare lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti, affermando che la sicurezza non può essere considerata un costo né sacrificata alla velocità dei cantieri.

La Uil e la Uiltrasporti dell'Emilia-Romagna, insieme alle strutture di categoria nazionali, hanno chiesto un "confronto urgente" con Aspi, chiedendo che il committente assicuri un presidio effettivo delle condizioni di lavoro e della prevenzione, tramite coordinamento puntuale e verifiche rigorose. I sindacati hanno inoltre sollecitato di valorizzare gli strumenti della bilateralità e il contributo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, trasformando formazione e prevenzione in pratiche quotidiane e verificabili sul campo.

La vicenda sarà ora oggetto di indagine da parte della magistratura: i sindacati hanno ribadito l'impegno a seguire il procedimento e a chiedere responsabilità concrete affinché ogni lavoratrice e lavoratore possa tornare a casa in sicurezza.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 ottobre 2026

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