Sechi accusa Youssef Siher: «strategia della confusione» dietro le proteste del Movimento 17 ottobre

Il direttore Mario Sechi ricostruisce i presunti ruoli del 'professorino' Youssef e contesta l'atteggiamento di alcuni intellettuali.

A cura di Redazione Redazione
24 ottobre 2026 22:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Sechi accusa Youssef Siher: «strategia della confusione» dietro le proteste del Movimento 17 ottobre -
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ROMA — Mario Sechi, direttore dell'Agenzia Dire, firma una nota in cui attribuisce a Youssef Siher un ruolo operativo nella gestione delle proteste legate al Movimento 17 ottobre e parla di una "strategia della confusione" messa in atto per mascherare e spostare le manifestazioni.

Secondo la nota ripresa dall'Agenzia Dire, dalla pagina digitale del Movimento 17 ottobre sarebbero partite indicazioni per cambiare i luoghi delle manifestazioni e presentarsi in modo da creare una «piazza a sorpresa», una tattica che — se confermata — configurerebbe un'operazione definita nel testo come eversiva. Sechi sottolinea però che "la giustizia farà il suo corso" e che non spettano ai giornalisti indagini o sentenze, ma la ricostruzione dei fatti.

La nota descrive Youssef come un "insospettabile professorino" inserito nell'establishment intellettuale italiano: giovane cresciuto tra Brescia e l'Università Statale di Milano, con esperienze accademiche e una breve collaborazione con il think tank ISPI (segnalata come stage nel 2024) e contributi su testate giornalistiche. Sechi usa questi elementi per sostenere che Siher non sarebbe una «vittima del sistema» ma parte di esso.

Sempre secondo la ricostruzione del direttore, Youssef sarebbe un attivista pro-Palestina e anti-israeliano: tra le azioni citate, la richiesta al Comune di Milano di interrompere il gemellaggio con Tel Aviv. L'articolo di Sechi collega queste posizioni politiche alla sua presunta capacità di indirizzare le proteste e orientare lo storytelling della rivolta.

La nota dedica ampio spazio anche a una critica agli intellettuali che, definendoli «negazionisti», sarebbero incapaci di leggere la realtà dei fatti: secondo Sechi, questi commentatori avrebbero contribuito a mitizzare episodi di violenza e saccheggio come forme di ribellione sociale, pur vivendo in contesti borghesi e agiati.

Sechi solleva interrogativi sull'eventuale rete che potrebbe aver supportato le operazioni attribuite a Siher: la possibilità che si tratti di una azione individuale o di una regia più ampia rimane, al momento, non dimostrata. La nota segnala "amici in giro" ma non fornisce nomi o prove di connessioni organiche.

L'articolo ripubblicato dall'Agenzia Dire è un commento politico e giornalistico che mescola ricostruzione fattuale e valutazioni critiche. La vicenda è presentata come in evoluzione: Sechi chiede di mettere in fila i fatti e invita a lasciare che gli organi competenti svolgano le indagini, mentre il dibattito pubblico si concentra su ruolo degli attivisti, delle piattaforme digitali e degli intellettuali nei moti di protesta.

La notizia rimane soggetta a sviluppi: al netto delle accuse e delle analisi contenute nella nota di Sechi, non risultano in questo testo verdetti giudiziari e qualsiasi responsabilità dovrà essere accertata attraverso le procedure legali in corso.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 24 ottobre 2026

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