Tribunale di Milano replica al Governo: «Dichiarazioni irricevibili» sul caso Siher

La presidenza del Palazzo di Giustizia difende l'autonomia della magistratura dopo il rigetto della convalida del fermo per Youssef Siher.

A cura di Redazione Redazione
28 ottobre 2026 17:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Tribunale di Milano replica al Governo: «Dichiarazioni irricevibili» sul caso Siher -
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Il Tribunale di Milano ha reagito con una nota congiunta alla critiche politiche seguite alla mancata convalida del fermo per Youssef Siher, definendo le dichiarazioni di esponenti di Governo «irricevibili». La comunicazione, firmata dai vertici del Palazzo di Giustizia, sottolinea la difesa della terzietà e dell'autonomia della magistratura rispetto a tentativi di condizionamento esterno.

Nella nota, i presidenti Fabio Roia e Vincenza Maccora ricordano che l'attività di polizia giudiziaria e l'azione del Pubblico Ministero sono sottoposte a un rigoroso vaglio giudiziario e che il giudice terzo valuta anche gli elementi proposti dalla difesa. Il Tribunale evidenzia l'applicazione di principi costituzionali quali la responsabilità individuale e la valutazione del materiale probatorio.

Secondo la Presidenza, la libertà di giudizio non può essere influenzata da aspettative politiche o da suggestioni estranee al procedimento: la decisione, precisa la nota, «può essere criticata ed impugnata con i mezzi previsti dall'ordinamento», ma gli attacchi personali a chi giudica vanno respinti.

Quanto al caso specifico, la giudice che ha esaminato la convalida ha ritenuto, sulla base degli atti probatori trasmessi dal Pubblico Ministero e dopo il contraddittorio tra le parti, che non sussistessero i presupposti per la convalida del fermo. In particolare non è stato ravvisato il pericolo di fuga fondato su elementi specifici e circostanze concrete.

La nota aggiunge che, per tutte le ipotesi di reato contestate a Siher, la Gip non ha riscontrato allo stato degli atti — salvo sviluppi probatori ulteriori — la presenza di quei gravi indizi di colpevolezza necessari per l'applicazione di una misura cautelare personale.

Con il richiamo alla possibilità di impugnazione, il Tribunale lascia aperta la strada ai passi processuali successivi e alle verifiche istruttorie che potranno integrare il quadro probatorio. Al tempo stesso la comunicazione ribadisce che la discussione pubblica non può travalicare il rispetto per il ruolo del giudice e per le garanzie del processo.

Il caso ha innescato un confronto netta tra potere politico e potere giudiziario: da un lato le prese di posizione della maggioranza e del Governo, dall'altro la reazione istituzionale del Palazzo di Giustizia che insiste sulla necessità di tutelare la separazione dei poteri e il corretto svolgimento delle procedure penali in uno Stato di diritto.

Resta ora da vedere se il Pubblico Ministero presenterà nuovi elementi probatori o se si attiveranno rimedi processuali per ribaltare la decisione della Gip. Intanto la vicenda riapre il dibattito pubblico sul rapporto tra informazione, opinione politica e autonomia delle decisioni giudiziarie.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 28 ottobre 2026

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