Violenza ignorata e una madre inascoltata | La verità nascosta dietro al caso Monteverde scuote l'Italia

Caso Monteverde: una madre denuncia violenza e lotta per la sua bambina. Un'intera comunità si mobilita per proteggere due vite innocenti. 🚸💔👩‍👧

A cura di Redazione
31 marzo 2025 19:12
Violenza ignorata e una madre inascoltata | La verità nascosta dietro al caso Monteverde scuote l'Italia -
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Caso Monteverde: la testimonianza di una madre e le istituzioni sotto accusa

ROMA – "La violenza la deve mettere su una mensola per non inciamparci continuamente". Questa è una delle frasi che Susanna, la madre coinvolta nel controverso Caso Monteverde di Roma, ha sentito dopo aver denunciato il padre della sua bimba di 5 anni per violenza domestica. Il suo racconto evidenzia una drammatica situazione di disagio e paura nella quale vive la piccola, che ha mostrato segni di panico e ansia all’idea di dover incontrare il padre.

Un intero condominio si è schierato al fianco di Susanna, opponendosi al prelevamento della bambina da parte dei servizi sociali e del Tribunale ordinario. Nonostante le evidenze di malessere della piccola, gli esperti coinvolti nel caso hanno accusato la madre di non favorire il rapporto con l’altro genitore, imputando a lei la responsabilità della situazione. “Presumo di non esser mai stata creduta” ha dichiarato Susanna durante una conferenza stampa convocata a seguito del clamore mediatico sul caso.

La situazione si aggrava: il condominio ha assistito a scene strazianti, con la piccola che si legava con lo scotch alle sedie in preda alla paura. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio ha già richiesto gli atti giudiziari del caso per trattare quanto accaduto con la dovuta serietà.

In questo contesto, la deputata Stefania Ascari ha immediatamente reagito, presentando un’interrogazione al ministro della Giustizia Nordio e chiedendo l’intervento di ispettori. La formazione di una rete di sostegno intorno a Susanna e sua figlia ha attratto l’attenzione non solo della politica, ma anche della Garante nazionale dell’Infanzia e Adolescenza, Marina Terragni.

"Il nostro calvario è iniziato nel tribunale ordinario di Roma nel 2021", ha raccontato Susanna. Le sue parole illustrano un percorso intricato, in cui la bimba è stata inizialmente affidata ai servizi sociali a sole 18 mesi. Nonostante le denunce per violenza, la madre si è sentita ignorata. "Ho documentato tutto, ma nessuno ha voluto ascoltare le mie prove", ha dichiarato Susanna, descrivendo un sistema che sembra non voler prestare la giusta attenzione ai segnali di distress della piccola.

Un altro punto critico del caso è rappresentato dalle tre consulenze tecniche d’ufficio (CTU), che hanno accusato Susanna di “rifiuto genitoriale”. Secondo la Ctu, la questione non sarebbe stata la violenza del padre, ma il conflitto tra i genitori, con una preferenza per l’affidamento in casa famiglia, nonostante l’evidente paura della bambina di essere separata dalla madre. "È sparita la violenza e è arrivato questo conflitto", ha ribadito Susanna.

Le istituzioni sono ora sotto i riflettori, con diverse figure del mondo politico che si sono espresse a favore della madre. La senatrice Valeria Valente ha sottolineato che i giudici devono utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per valutare la situazione e non devono semplicemente fidarsi delle relazioni delle Ctu. "Non possiamo permettere che la giustizia ignori le voci dei bambini", ha affermato Valente.

Nel mentre, le condizioni della madre e della figlia rimangono critiche. La bimba, affetta da una patologia congenita, ha espresso terrori manifesti legati al potenziale prelevamento forzato, e i traumi ricevuti non vengono adeguatamente presi in considerazione dai servizi sociali.

"Questa è una vicenda disumana di violenza istituzionale" ha commentato Ascari, chiedendo revisioni legislative per garantire che la bigenitorialità non diventi un pretesto per violare i diritti e la sicurezza dei minori.

In attesa dell’udienza in programma per il 3 aprile, Susanna ha denunciato una realtà allarmante: "Con questo provvedimento, mia figlia è deportata da me, dai nonni. Perché questo rifiuto genitoriale?" La madre ha espresso l’urgenza di un cambio di approccio da parte delle istituzioni, affinché il benessere del minore venga messo al primo posto.

In questo contesto complesso, la testimonianza di Susanna non è solo un grido di aiuto, ma un appello al cambiamento di un sistema che, ancora oggi, sembra non tener conto delle reali necessità e dei diritti dei più vulnerabili.

✅ Fact CheckFONTE VERIFICATA

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