Fioroni: "In tempo di guerre, nazionalismi e AI Toniolo ci indica la strada: la persona al centro"

(Adnkronos) - Si è tenuto oggi a Roma, nella Sala Azzurra, l’incontro promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori con gli istituti, le fondazioni, le associazioni e le realtà formative che, in diverse parti d’Italia, fanno

A cura di Adnkronos Redazione
26 maggio 2026 18:20
Fioroni: "In tempo di guerre, nazionalismi e AI Toniolo ci indica la strada: la persona al centro" -
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(Adnkronos) - Si è tenuto oggi a Roma, nella Sala Azzurra, l’incontro promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori con gli istituti, le fondazioni, le associazioni e le realtà formative che, in diverse parti d’Italia, fanno riferimento al pensiero, all’opera e all’eredità del Beato Giuseppe Toniolo. L’appuntamento, dedicato alla promozione di iniziative in vista del 15° anniversario della beatificazione, che ricorrerà nel 2027, ha segnato l’avvio di un percorso condiviso e ha posto al centro uno dei nuclei più profetici della testimonianza tonioliana: la pace come responsabilità culturale, sociale, economica e istituzionale. In un tempo attraversato da conflitti, tensioni geopolitiche, nazionalismi, populismi e dalla “terza guerra mondiale a pezzi” più volte denunciata da Papa Francesco, si intende promuovere una nuova stagione di riflessione e di iniziativa pubblica sul nesso tra pace, giustizia sociale, dignità umana, lavoro ed economia civile. 

In apertura dei lavori sono stati portati i saluti di mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano e presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, che ha espresso apprezzamento per il percorso avviato e per la volontà di mettere in rete le diverse realtà che si richiamano al Beato Toniolo. Nel suo saluto è stato richiamato il valore ecclesiale e culturale di questo cammino: non una semplice custodia della memoria, ma la riscoperta di un’eredità viva, capace di parlare al presente e di orientare nuove forme di responsabilità cristiana nella società. All’incontro hanno preso parte, per l’Istituto Toniolo, il vicepresidente prof. Giuseppe Fioroni, il segretario generale dott. Fusi, il prof. Vincenzo Buonomo, componente del Comitato di Indirizzo e rappresentante della Santa Sede, e il dott. Vincenzo Morgante, direttore di rete di Tv2000 e InBlu Radio, anch’egli componente del Comitato di Indirizzo. 

Erano inoltre presenti don Renzo Beghini, presidente della Fondazione G. Toniolo di Verona; il dott. Marco Zabotti, direttore scientifico e presidente dell’Istituto Beato Toniolo “Le Vie dei Santi” della Diocesi di Vittorio Veneto; il dott. Matteo Filippetto, direttore dell’Istituto Toniolo dell’Azione Cattolica di Treviso; il dott. Francesco Manca, responsabile della Fondazione Nazionale di Studi Toniolani per la Campania; il dott. Andrea Maestrelli, presidente della Fondazione Opera Giuseppe Toniolo della Diocesi di Pisa; mons. Domenico Sorrentino, postulatore della causa di beatificazione di Giuseppe Toniolo; la dott.ssa Valentina Fattorillo, della Scuola di formazione socio-politica diocesana “G. Toniolo” di Assisi e dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero di Assisi; il dott. Andrea Michieli, direttore dell’Istituto di diritto internazionale della pace “G. Toniolo” dell’Azione Cattolica Italiana; il prof. Tonino Baldino, direttore del Centro di Studi e Politica G. Toniolo di Alghero. 

 

"Giuseppe Toniolo — è stato sottolineato nel corso dell’incontro — non appartiene soltanto alla memoria del cattolicesimo sociale italiano. La sua lezione parla con forza al nostro presente. In un mondo segnato da egoismi nazionali, logiche di potenza e nuove forme di esclusione, egli ricorda che non vi può essere pace senza giustizia, senza dignità del lavoro, senza un’economia capace di riconoscere il primato della persona e di rispettarne la vita, la libertà e lo sviluppo integrale". 

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sua profetica intuizione sulla nascita di un Istituto cattolico di diritto internazionale per la pace, proposta sottoposta a Papa Benedetto XV nel 1917, nel cuore della tragedia della Prima guerra mondiale. Una visione che oggi torna di straordinaria attualità, dinanzi alla crisi del diritto internazionale, all’indebolimento delle mediazioni diplomatiche e alla necessità di ricostruire luoghi credibili di dialogo tra i popoli. 

"Non vogliamo limitarci a una commemorazione — hanno aggiunto i partecipanti — ma aprire un cammino. Per questo intendiamo promuovere tre iniziative nazionali, una nel Nord, una nel Centro e una nel Sud del Paese, dedicate alla pace, all’economia umana e alla responsabilità dei cattolici nella vita pubblica. L’eredità di Toniolo può ancora offrire all’Italia una grammatica alta di ricomposizione, confronto e bene comune".  

 

Il percorso avviato oggi si colloca anche nel nuovo orizzonte aperto dalla lettera enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, firmata il 15 maggio 2026, nel 135° anniversario della promulgazione della Rerum Novarum, e presentata il 25 maggio. Il documento, dedicato alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, richiama la necessità di governare le trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali senza smarrire la centralità della dignità umana. 

"La Magnifica Humanitas ci consegna una responsabilità ulteriore. Davanti alle sfide dell’intelligenza artificiale, della tecnica, della guerra e delle nuove disuguaglianze, non possiamo rassegnarci all’era del post-umano. Come realtà che si richiamano all’eredità di Toniolo vogliamo contribuire al rilancio di un nuovo umanesimo, nel quale economia, tecnologia e politica tornino a essere strumenti al servizio della persona, e non poteri che la riducono, la misurano o la scartano". 

Nel percorso verso il quindicesimo anniversario della beatificazione, i partecipanti hanno condiviso l’opportunità di chiedere un’udienza al Santo Padre, come segno di riconoscenza ecclesiale e di rinnovato impegno culturale e sociale. Nel suo messaggio ai membri del Comitato nazionale per la canonizzazione, mons. Domenico Sorrentino ha richiamato la dimensione spirituale del cammino, ricordando che «la pedagogia ecclesiale in questa materia non si accontenta di convegni e pubblicazioni, ma fa leva soprattutto sulla preghiera». «I santi da altare si fanno così», ha sottolineato, invitando a preparare il quindicesimo anniversario nell’attesa fiduciosa di quel “segno” dal cielo che accompagni il cammino verso la canonizzazione. 

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