Strage di Amendolara: Meloni chiede verità dopo la morte di quattro braccianti, vertice a Reggio Calabria il 5 giugno
Quattro braccianti uccisi in Calabria; la premier Meloni invoca giustizia. Venerdì incontro istituzionale per coordinare misure contro il caporalato.
Quattro braccianti sono stati u t t i c i ad Amendolara, in provincia di Reggio Calabria; la vicenda ha suscitato una forte reazione politica e istituzionale a livello nazionale. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito l'episodio «orribile» e ha chiesto che si faccia piena luce sui fatti per assicurare i responsabili alla giustizia. Le autorità hanno reso noti i primi fermi, ottenuti anche grazie a elementi emersi dai sistemi di videosorveglianza dell'area.
Le indagini stanno cercando di ricostruire dinamiche e responsabilit à: secondo fonti investigative i quattro lavoratori sono stati trovati senza vita all'interno di un'auto aria di sosta, con segni di bruciamento che hanno sollevato interrogativi sull'origine e le modalità della tragedia. I magistrati e le forze dell'ordine procedono con rilievi e acquisizioni di immagini utili per ricostruire la catena degli eventi.
Vertice istituzionale a Reggio Calabria
Venerdì 5 giugno, dalle ore 14, presso la sede dell'Ispettorato d'Area Metropolitana di Reggio Calabria è previsto un vertice istituzionale dedicato all'approfondimento della strage e al contrasto del caporalato. All'incontro parteciperanno il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, rappresentanti dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, dirigenti delle Prefetture di Reggio Calabria e Cosenza e il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Generale Antonio Bandiera.
Il Ministro Calderone ha dichiarato che quanto accaduto è inaccettabile e ha sottolineato la necessità della presenza delle istituzioni sul territorio come monito al rispetto delle regole e della dignit à delle persone. Il vertice servirà anche per fare il punto sulle attività di vigilanza, sulle misure di prevenzione e sul coordinamento tra Ministeri, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Forze dell'Ordine, Prefetture e Regione Calabria.
Nel corso dei lavori si valuterà, inoltre, l'opportunità di nuovi provvedimenti normativi in raccordo con il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e si esamineranno le risorse e gli strumenti esistenti per affrontare il fenomeno del sfruttamento lavorativo.
Già la revisione del Testo Unico sull'immigrazione, con la legge n. 187/2024, aveva previsto misure per rafforzare la tutela delle vittime di sfruttamento, tra cui il rilascio di un permesso di soggiorno per casi speciali e l'iscrizione al SIISL per percorsi di protezione sociale e reinserimento lavorativo.
La strage ha suscitato anche dure reazioni dell'opposizione e delle parti sociali. In Aula al Senato è stato chiesto di non voltarsi dall'altra parte davanti a questa barbarie: esponenti di vari schieramenti hanno denunciato che si tratta di una ferita per tutto il Paese, non solo per il Sud. Critiche sono arrivate anche sulla retorica e le parole di alcuni esponenti politici ritenute 'vergognose'.
Nicola Fratoianni (Avs) ha definito l'episodio come la morte di lavoratori bruciati vivi mentre chiedevano dignità, puntando il dito contro le politiche d'ingresso e le leggi ritenute inefficaci contro il lavoro nero e il caporalato. Per Fratoianni la responsabilità è anche politica, per la mancanza di interventi efficaci su decreti flussi e strumenti legislativi che dovrebbero prevenire lo sfruttamento.
Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato una manifestazione sabato pomeriggio nel luogo dell'omicidio per chiedere l'applicazione delle leggi contro il caporalato e maggiori investimenti su prevenzione, ispezioni, trasporti e alloggi. Secondo Landini, fondi europei destinati a superare i ghetti non sono stati adeguatamente utilizzati, aggravando la vulnerabilità dei lavoratori.
La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il tema del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura, ma anche in altri settori dove, secondo le denunce, persistono fenomeni di lavoro nero e mancanza di tutele. Le istituzioni hanno convocato il vertice di Reggio Calabria come primo passo operativo per coordinare controlli e valutare misure immediate.
Il caso resta sotto stretto monitoraggio giudiziario e amministrativo: le prossime ore saranno decisive per gli sviluppi delle indagini, per l'eventuale definizione di ulteriori fermi e per le proposte che usciranno dal tavolo istituzionale previsto venerdì. L'attenzione pubblica rimane alta sulla richiesta di giustizia per le vittime e sulla necessità di interventi strutturali contro lo sfruttamento lavorativo in Italia.
Fonte: Agenzia Dire. Tutte le dichiarazioni e i riferimenti istituzionali riportati nel servizio sono stati resi pubblici dalle parti citate.
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Verificato il: 04 giugno 2026