Grazia a Mario Roggero: Nordio avvia l’istruttoria, Mattarella convoca il ministro e frena le attese
Il Guardasigilli apre la pratica per la grazia al gioielliere condannato; il Colle richiama i limiti costituzionali e la politica si polarizza.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l'istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. La notizia è stata resa nota dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, ma a fine giornata il Quirinale ha convocato il ministro, smorzando le interpretazioni che davano per scontata una possibile clemenza.
Fatti e cronologia
Secondo il comunicato del Colle, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto Nordio per puntualizzare i limiti costituzionali della facoltà di concedere la grazia, prerogativa che la Costituzione assegna esclusivamente al Capo dello Stato, come ribadito anche dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 200 del 2006. L'apertura dell'istruttoria da parte del Ministero ha dunque innescato un incontro che, nelle parole del Quirinale, ha raffreddato le attese di chi sperava in interventi rapidi sul caso.
La vicenda giudiziaria riguarda un episodio avvenuto durante una rapina nel negozio di Roggero: l'uomo ha sparato, uccidendo due rapinatori e ferendo un terzo, circostanza che ha portato alla sentenza definitiva e all'ordine di esecuzione della pena.
Reazioni politiche e iniziative istituzionali
Il centrodestra ha avviato una raccolta firme parlamentare per chiedere al Ministero della Giustizia la grazia a Roggero: sottoscrizioni sono state sollecitate dai gruppi di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e dalle forze moderate che hanno espresso solidarietà al gioielliere. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato di attendersi che l'intero centrodestra si faccia promotore della richiesta, definendo la condanna a un 72enne dopo una vita di lavoro «ingiusta».
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito l'accaduto «ingiusto, incomprensibile» e ha invitato ad esplorare «ogni possibilità» per permettere a Roggero di tornare a casa, sollevando critiche contro prassi giurisprudenziali ritenute troppo restrittive.
Dalla maggioranza parlamentare sono emerse iniziative simboliche: in Senato i senatori della Lega hanno esposto cartelli con la scritta «Libero subito» e il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato un ordine del giorno a sostegno del riconoscimento della grazia.
Sull'altro fronte, il leader di Avs Nicola Fratoianni ha messo in guardia contro l'idea di una società in cui «ci si fa giustizia da soli», definendola una prospettiva pericolosissima. Il Movimento 5 Stelle ha criticato la richiesta di clemenza come un'operazione di propaganda che rischia di legittimare il «fai da te» e ha rilevato che, secondo la loro lettura, nel caso in esame non si configurerebbe la legittima difesa perché i colpi furono esplosi mentre i rapinatori erano in fuga.
Implicazioni giuridiche e politiche
La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il confine tra difesa legittima e uso eccessivo della forza, e la competenza a concedere la grazia come strumento di bilanciamento tra rigore della legge e valutazioni di umanità istituzionale. L'istruttoria ministeriale non equivale alla concessione della grazia: è un procedimento amministrativo finalizzato a raccogliere elementi per un eventuale provvedimento, ma la decisione finale resta nelle mani del Presidente della Repubblica.
L'incontro al Colle ha quindi avuto l'effetto, secondo fonti ufficiali, di allontanare l'ipotesi di una immediata concessione della clemenza e di richiamare tutti gli attori politici ai limiti dei rispettivi ruoli costituzionali. Il caso rimane aperto e continuerà probabilmente a polarizzare il dibattito pubblico sul tema della sicurezza, della funzione della magistratura e dei confini dell'intervento politico sui casi giudiziari.
Fonte: Agenzia Dire.
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Verificato il: 16 luglio 2026